Sostenibilità: Assarredo, entro 5 anni primo manifesto settore arredo

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“Assarredo sta lavorando in collaborazione con Fondazione Symbola al progetto 'Sostenibilità' per portare al centro delle strategie di sviluppo del settore i temi della responsabilità ambientale e sociale. L’obiettivo? Lanciare nell’arco dei prossimi 5 anni il primo manifesto al mondo sulla sostenibilità del settore arredo”. Così Claudio Feltrin, presidente Assarredo, oggi in occasione della presentazione del nuovo Rapporto GreenItaly della Fondazione Symbola. 

Nel Rapporto GreenItaly 2019 ci sono anche i casi di 39 imprese associate a FederlegnoArredo che negli anni hanno rinnovato e innovato il proprio profilo aziendale e i propri prodotti confermando una sensibilità sempre maggiore ai temi della sostenibilità. Secondo i dati raccolti da FederlegnoArredo, il 31% delle aziende del settore ha effettuato eco-investimenti nell’ultimo quadriennio, aziende che sono anche le più dinamiche e con maggiore vocazione all’export.  

Questo sia perché gli investimenti ambientali vengono sempre più riconosciuti dal mercato, sia perché modernità e attenzione all’ambiente sono due caratteristiche indispensabili per non perdere terreno nella competizione globale. Un mix vincente di tradizione, ricerca e innovazione che da decenni portano le aziende della filiera a crescere sui mercati globali, come dimostrano gli oltre 16 miliardi di euro di export. 

Grazie alla sua tradizione e alla capacità di innovare, l’industria italiana del legno-arredo coglie con consapevolezza le opportunità derivate dalla green economy e dai modelli di sviluppo legati all’economia circolare. In questo contesto si inserisce il lancio di “Sustainability Task Force: design, sostenibilità e sinergie per la leadership del settore legno-arredo italiano”, progetto che punta a fare del settore arredo italiano il leader mondiale sui temi della sostenibilità.  

“Rimanere leader sui mercati mondiali - afferma il presidente di Assarredo, Claudio Feltrin - richiede non solo investimenti importanti per testimoniare e certificare la qualità dei prodotti, ma un vero cambio di strategia per rispondere a requisiti sempre più stringenti e a logiche ambientali molto rigorose”.