Soyinka a Festivaletteratura: dire no al potere è sempre vittoria

Lme

Milano, 6 set. (askanews) - "E' sempre una vittoria per l'umanità quando uno qualsiasi di noi dice di no. Non importa quali siano le circostanze. La maggior parte delle volte ci troviamo obbligati a sottometterci alla forza maggiore, ma alle volte qualcuno si ferma, si erge e dice no. E quando la persona che si rifiuta è un bambino, questo umilia noi adulti che invece dovremmo proteggere i bambini". Lo ha detto, intervenendo al Festivaletteratura di Mantova, lo scrittore nigeriano premio Nobel Wole Soyinka, riferendosi alla scelta di una ragazza cristiana che ha rifiutato di abiurare la propria fede in cambio della liberazione da parte degli islamisti di Boko Haram, cui è dedicato l'ultimo libro dello scrittore, "Ode laica per Chibok e Leah", pubblicato da Jaca Book.

Soyinka ha parlato anche di immigrazione sottolineando che "l'incapacità di vedere negli altri, nei meno fortunati, degli esseri umani diventa poi ideologia, che prende molte forme e si attribuisce delle giustificazioni: sociali ed economiche". Sul cambiamento climatico, invece, lo scrittore nigeriano ha ricordato come la leadership nei vari Paesi non sia in grado di affrontare il problema. "La foresta Amazzonica, che produce il 20% dell'ossigeno del pianeta - ha detto - sta bruciando. E il presidente Bolsonaro cosa dice? Non impicciatevi, è una questione interna. E del resto Trump dice che il riscaldamento globale non esiste, che gli scienziati non capiscono nulla... Quindi cosa possiamo fare? I giovani dovrebbero porsi domande pesanti su come queste persone abbiano potuto arrivare a certe posizioni".