Space One si racconta: da All Together Now al nuovo singolo

space one all together now

Il 2019 è stato un anno di grandi successi personali e professionali per Space One (all’anagrafe Piergiorgio Severi). Dopo il matrimonio con Emanuela Muratore (“Abbiamo voluto fare una cerimonia in Italia con i parenti, ma in realtà ci eravamo già sposati due anni fa a Las Vegas”), il pioniere del rap italiano, nonché storico amico e partner musicale di J-Ax, è uno dei cento giurati della seconda edizione di All Together Now, in onda dal 4 dicembre su Canale 5. In un’intervista a Notizie.it, il rapper ha raccontato la sua esperienza tra i giudici del Muro e ha svelato i suoi prossimi progetti, tra moda, tatuaggi e musica.

Intervista a Space One

Sei uno dei cento giudici di All Together Now. Come valuti questa esperienza televisiva?

È una trasmissione fantastica, con un cast di grande bravura, a partire da Michelle Hunziker. Lei è una donna davvero straordinaria, famosissima ma dal grande cuore. Poi c’è il mio socio da sempre, J-Ax, la regia straordinaria di Roberto Cenci, tutta la produzione e gli altri giudici con cui ho stretto delle belle amicizie.

space one michelle hunzinker

Se dovessi presentarti davanti al Muro in qualità di concorrente, quale brano porteresti?

È difficile scegliere. Sono stato influenzato fin da piccolo dai gusti musicali di mio padre, mi sono sempre piaciuti Frank Sinatra e gli artisti della musica black come Erykah Badu. Probabilmente avrei portato qualcosa di questo genere.

Da giudice, come riconosci un vero talento?

Per sfondare non basta solo avere una bella voce, perché di quelle è pieno il mondo. Ci vuole quel tocco in più, un po’ di carisma. Quest’anno davanti al Muro si sono presentati dei veri fuoriclasse, come Gaia [Di Fusco, ndr]. Sono convinto che, pur essendo molto giovane, abbia tutte le carte in regola per avere successo. Ho sempre fatto il tifo per lei.

Sei uno dei pionieri del rap in Italia. Su quali artisti di oggi (emergenti e non) scommetteresti?

Oggi in Italia sono pochi quelli che ancora rimangono fedeli al mondo hip hop: la maggior parte degli emergenti si sta dirigendo verso la trap (a volte con risultati eccezionali). Nel panorama rap ho sempre stimato Marracash, secondo me uno dei più bravi di sempre. Lo conferma il suo ultimo album, Persona: una canzone più bella dell’altra, non ho trovato un solo difetto. Tra i giovani mi piacciono molto anche Lazza, Sfera e Salmo. Poi ci sono Gué Pequeno e J-Ax, che resta imbattibile.

space one marracash

Con All Together Now sei tornato a lavorare proprio con J-Ax. Qual è il ricordo più bello tra i tanti che avete collezionato in oltre vent’anni di amicizia e di collaborazione?

Credo che i momenti più belli che abbiamo vissuto insieme siano il mio matrimonio (mi ha fatto da testimone) e la nascita di suo figlio. È stata un’emozione grandissima per entrambi.

matrimonio space one j-ax testimone

Musica, tattoo e abbigliamento

Dopo All Together Now, quali sono i tuoi prossimi progetti?

Tra i vari progetti che sto portando avanti in questo momento c’è la collaborazione con i ragazzi di Family Affari (gli stessi delle maglie “Io odio i tatuaggi”). Insieme abbiamo ideato una linea che si chiama Inkfluencer, ovvero gli influencer con tanto inchiostro sul corpo. Di influencer “normali” ce ne sono già tantissimi sui social: noi vogliamo essere diversi.

Restando in tema di tatuaggi, sono onorato di poter presentare per un altro anno la Milano Tattoo Convention, che si terrà dal 7 al 9 febbraio 2020 a Fieramilanocity e che vedrà sul palco i migliori tatuatori al mondo.

Sul piano musicale, invece, a breve girerò a Roma il video di una canzone, dal titolo Canto, che ho scritto insieme ad altri due giudici del Muro (Veronica Kirchmajer e Valentina Parisse) con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema della sindrome di Tourette. Il brano è stato ispirato dalla storia di una delle ragazze della produzione, la cui figlia è affetta da una forma lieve di questa malattia.

A Capodanno sarò a Bari, per il concerto in diretta su Canale 5. Nel 2020, invece, ci sarà la presentazione al Blue Note di Milano del nuovo album Reale di J-Ax, dopo l’uscita del singolo.

Hai vissuto per anni tra New York, Miami, Los Angeles e San Francisco. Pensi mai di lasciare tutto e trasferirti in America?

Ci ho pensato per tanti anni e ci sono arrivato molto vicino. Al momento la mia carriera è qui, però il sogno non è mai svanito. Bisogna soltanto trovare l’attività giusta da aprire negli Stati Uniti. In fondo, un giorno andrò in pensione anche io: non credo proprio di riuscire a fare il rapper fino a ottant’anni.