In Spagna la “Legge della Memoria” spacca la politica

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Roma, 15 lug. (askanews) – Primo passaggio parlamentare in Spagna per la Legge della Memoria, un testo che spacca le forze politiche perché vuole rendere omaggio alle vittime della guerra civile e della dittatura franchista. La maggioranza guidata dai socialisti del premier Pedro Sanchez al Congresso ha applaudito con entusiasmo, ma la legge piace poco ai conservatori del Partido Popolar e per nulla all’estrema destra di Vox.

La guerra civile infuriò fra 1936 e 1939, vinta dal generalissimo Francisco Franco la cui dittatura fascista guidò la Spagna per quasi quarant’anni. Un’eredità su cui il paese ancora si divide.

“Questa legge rende omaggio a tutte le vittime della guerra da ambo i lati e alle vittime della dittatura nel nostro paese, che ci furono e furono molte” ha detto Felix Bolanos, avvocato eministro incaricato del dossier.

Molto del dibattito spagnolo ricorda le divisioni italiane sugli anni della Resistenza, sul movimento partigiano e sulle vittime dell’una e dell’altra parte nel 1944-45.

Francisco José Contreras della destra di Vox tuona, “questa è una legge totalitaria perché non solo divide gli spagnoli e i loro antenati in buoni e cattivi, ma anche perché cerca di sopprimere la naturale diversità di opinioni sulle vicende storiche”.

In concreto, la legge chiede che disseppellire le vittime delle fosse comuni sia “una responsabilità dello Stato” – fin qui un’opera compiuta da associazioni di volontari. In Spagna si contano ancora 114mila dispersi, desaparecidos, in gran parte sul fronte dei vinti, repubblicani socialisti e comunisti. Sarà creato un database di materiale genetico per facilitare l’identificazione, e sarà nominato un procuratore per indagare gli abusi contro i diritti umani durante la guerra, ma anche durante la dittatura franchista.

Per Enrique Fernando Santiago del partito di sinistra Unidas Podemos, “è essenziale che il testo includa anche la condanna del colpo di stato del luglio 1936 e della dittatura franchista tutta.

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