In Spagna netta vittoria del Psoe di Pedro Sanchez

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A un mese dal successo alle elezioni legislative del 28 aprile, il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) del premier Pedro Sanchez esce vincitore anche alle europee: ottiene il 28,9% dei consensi e 18 seggi nel nuovo Europarlamento, quattro in più rispetto a quello uscente. Una vittoria resa ancora più eclatante dai 10 punti di vantaggio sui conservatori del Partito Popolare (PP), per ora al 17,9% e soli 10 europarlamentari, in calo di almeno 9 punti rispetto alle europee del 2014. Invece non si è verificato lo sfondamento di Vox, il partito di estrema destra spagnola in netta ascesa nel Paese (13% alle politiche), alla sua prima partecipazione alle europee: si attesta attorno al 6,5% delle preferenze, riuscendo a far eleggere 4 candidati. Buona pagella per i centristi di Ciudadanos al 16% circa, con 9 eurodeputati, sei in più rispetto al 2014, e per la sinistra radicale di Unidas Podemos, al 12,4% con 7 seggi, due in più rispetto alle ultime europee. Sempre in base agli exit poll la lista Juns di Puigdemont otterrebbe il 2,8% - tra due e tre seggi - e Ahora Repùblicas siederà a Strasburgo con due deputati. In tutto la Spagna è rappresentata nell’emiciclo Ue da 52 europarlamentari.

Altro dato saliente della giornata elettorale in Spagna è l’affluenza record, con una partecipazione del 49% degli aventi diritto in base agli ultimi dati diffusi dalla stampa locale, in aumento di 15 punti rispetto alle ultime europee. Un boom attribuito alla concomitanza di questo scrutinio con le municipali e regionali che solitamente coinvolgono maggiormente gli elettori. Come preventivato dagli analisti politici alla vigilia del voto, i rinnovati consensi ottenuti dal premier Sanchez gli saranno utili per incrementare la sua credibilità ed autonomia, sia a Madrid che a Bruxelles.

Sul piano nazionale, l’esito delle urne favorevole al Psoe costituisce un tassello fondamentale per capire il futuro della scena politica spagnola: forte della vittoria il leader...

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