Spagna vota per la seconda volta quest'anno, rischia ancora stallo -2-

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Roma, 6 nov. (askanews) - In un panorama politico tanto frammentato è impensabile che un solo partito abbia la maggioranza dei seggi, ma finora la formazione del primo governo di coalizione spagnolo si è rivelata molto più complessa del previsto. Rispetto all'ultimo voto, la differenza principale è che se la destra è ancora disposta a coalizzarsi, le crepe nella sinistra sono sempre più ampie e Sanchez continua escludere un governo in coabitazione con Podemos. I dissidi tra i socialisti e la formazione di estrema sinistra hanno impedito a Sanchez, che ha vinto le elezioni di aprile, di formare una governo. I due partiti si sono allontanati sempre più nel corso dei mesi.

Sanchez sostiene che la priorità è lo sblocco della situazione ed è pronto ed accogliere l'appoggio esterno di altre forze politiche. "Se dopo il 10 novembre il Congresso non trova un accordo su un governo la lista più votata va rispettata" ha detto il premier nel dibattito. "La Spagna è una democrazia parlamentare, non presidenziale" ha ribattuto Iglesias. "Se non c'è maggioranza assoluta, governa la coalizione di sinistra o quella di destra. Sanchez dica se preferisce Casado o noi".(Segue)