Spagnole e con Benetton dentro. Il futuro di Autostrade, nel mutismo M5S

Giuseppe Colombo
·Business editor L'Huffington Post
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M5S, autostrade (Photo: ansa/getty)
M5S, autostrade (Photo: ansa/getty)

Nove mesi fa, 15 luglio 2020. Blog delle Stelle: “Gli italiani si riprendono le proprie autostrade”. Giuseppe Conte: “Ha vinto lo Stato, hanno vinto i cittadini”. Luigi Di Maio: “I Benetton non gestiranno più le nostre autostrade”. Alessandro Di Battista: “Non ricordo una famiglia di potenti presa a schiaffi come è stata presa a schiaffi la famiglia Benetton”.

Nove mesi dopo, 10 aprile 2021: le autostrade sono ancora in mano ai Benetton. Oggi come allora le vogliono sempre vendere, ma alla fine potrebbero cederle non alla cordata “statale” guidata da Cdp, ma alla Acs di Florentino Pérez. Spagnola. Quindi autostrade spagnole. Non autostrade in mano agli italiani. Conte: nessun commento. Di Maio: nulla. Di Battista: mutismo.

Qualcuno avvisi i 5 stelle e i fuoriusciti ancora più corsari che i festeggiamenti finali su Autostrade, quelli che contano, rischiano di farli altri. Non attraverso una leva pubblica, ma attraverso quel mercato tanto vituperato, considerato l’agorà dei poteri forti. Certo l’offerta della Cassa depositi e prestiti, insieme ai fondi Blackstone e Macquarie, è quella decisamente più credibile perché è vincolante, perché i soldi messi sul piatto da Pérez non sono di più o tanto di più, ma soprattutto perché la Cassa ha studiato ogni file di Autostrade prima di presentare un’offerta. Ma sul tavolo dei Benetton e degli altri soci di Atlantia (quest’ultimi ostili all’offerta di Cdp) l’offerta degli spagnoli comunque c’è. Con tanto di 10 miliardi.

Poi qualcuno avvisi i 5 stelle anche di un’altra cosa. Pérez ha in mente una fusione: tra Abertis, la società delle autostrade spagnole, e Autostrade, non più per l’Italia ma con bandiera rosso-oro. Dentro Abertis c’è Atlantia, la società attraverso cui i B...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.