Spara contro la gente in strada, nuova strage in Texas

massimo basile

È successo di nuovo. Quattro settimane dopo i 31 morti nelle stragi di El Paso, Texas, e Dayton, Ohio, un altro sabato di follia con sette morti e 19 feriti, e il killer ucciso dalla polizia.

Tra i feriti, alcuni dei quali sono molto gravi, ci sono tre poliziotti. Ancora in Texas, a Odessa, ma con modalità diverse: poco dopo le 15 ora locale, un uomo bianco sui 35 anni, armato di fucile, dopo aver rubato un furgone postale è stato fermato da una pattuglia per una violazione al codice della strada. Prima di ferrmare il veicolo, l'uomo ha sparato diversi colpi dal lunotto posteriore e ha colpito un agente, poi è scappato in direzione di un centro commerciale nella zona est di Odessa dove ha preso di mira - a caso - le persone che affollavano i negozi.

Il killer ha sparato anche alle auto che erano vicine, ferendo alcune persone, tra cui una bambina di due anni seduta nel seggiolino. All'inizio si era parlato di un altro sparatore, a bordo di una Toyota, ma la notizia è stata smentita. L'uomo, in fuga verso Midland lungo una strada statale, è stato intercettato nel parcheggio di un cinema, dove forse voleva compiere una nuova strage, ma è stato abbattuto dalla polizia nel corso di un conflitto a fuoco.

Un video choc, con immagini confuse e drammatiche, ha ripreso il momento in cui il sospettato viene colpito a morte. Si sentono nitidamente una serie di colpi in successione. Il filmato ha cominciato a girare sulla rete meno di un'ora dopo la sparatoria.

Prima che il killer venisse intercettato, era scattato l'allarme generale in tutta la zona, tra Odessa e Midland, a meno di 500 chilometri da El Paso, nella parte occidentale del Texas.

La polizia aveva invitato gli studenti del campus dell'Università del Texas Permian Basin a non uscire dalle stanze e a non aprire a nessuno. Il conduttore della tv locale, la Cbs 7 di Midland, per motivi di sicurezza, durante la diretta aveva lasciato la sua postazione che si affacciava sulla strada.

Alle 6 di pomeriggio, l'allarme si è concluso. Il poliziotto, il primo a essere colpito dal killer, è in condizioni gravi ma stabili. Dei tredici feriti ancora ricoverati, sette erano stati definiti in condizioni "critiche" e due sono deceduti dopo il ricovero.

Il presidente Donald Trump su Twitter aveva annunciato di essere in collegamento con la polizia per seguire gli sviluppi. Il nuovo massacro ha già rinfocolato le polemiche. Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha commentato: "Quante altre famiglie dovranno perdere i loro cari prima che si faccia qualcosa?".

Gli episodi, ormai, si succedono a un ritmo inquietante e, come in un macabro gioco di emulazione, adesso coinvolgono i centri commerciali nei weekend, quando sono presi d'assalto.

Negli Usa domani, lunedì, si celebrerà il Labor Day, l'ultima grande festa d'estate. Secondo una recente analisi del Washington Post, dal giugno 2015 si registra una sparatoria con almeno quattro morti ogni 47 giorni.

A metà degli anni '90, era di una ogni 180 giorni. Ma l'"epidemia", come l'ha definita il candidato dem alle primarie presidenziali, Beto O'Rourke, commentando a caldo la sparatoria di Odessa, non riguarda tutti gli Stati Uniti. Alle Hawaii non si registrano episodi del genere dal '99. La Florida, invece, ne ha avuti almeno sei.

Secondo una organizzazione no-profit, Gun Violence Archive, la percentuale di omicidi, suicidi e sparatorie, è più alta negli stati che hanno leggi meno rigide sul possesso di armi. Uno di questi è il Texas dove proprio da oggi, 1 settembre, entreranno in vigore una serie di misure, approvate di recente, che renderanno più facile portare armi, anche a scuola.