Sparatoria Ardea, chi era l'assassino

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Era un ingegnere informatico il 34enne che questa mattina, colto da un raptus, ha ucciso due fratellini di 5 e 10 anni e un 74enne. L'uomo, dopo l'omicidio, si è barricato in casa per oltre tre ore e si è suicidato. Quando i carabinieri del Gruppo di Intervento Speciale hanno fatto irruzione nella villetta lo hanno trovato morto in camera da letto. Il giovane avrebbe utilizzato secondo quanto apprende l'Adnkronos l'arma del padre, morto nel 2020, che faceva la guardia giurata. La segnalazione dell'arma non era stata fatta, però, dal figlio ai carabinieri di Tor San Lorenzo come avrebbe dovuto, dopo la perdita del padre.

L’arma era stata quindi regolarmente denunciata dal padre del ragazzo ma nessuno della famiglia si era poi preoccupato di segnalarne la detenzione ai carabinieri dopo la morte dell'uomo. Il padre, una guardia giurata, aveva detenuto la pistola a Roma fino a novembre del 2019, successivamente l'aveva trasferita a Colle Romito con certificato medico presentato al commissariato Esposizione. Contestualmente aveva presentato la richiesta di trasferimento dell’arma per la quale aveva poi avuto il nulla osta.

Non era la prima volta che dava in escandescenza. A maggio del 2020 aveva minacciato la madre con un coltello. In quel caso, a quanto apprende l'Adnkronos, l'uomo fu sottoposto a un Tso, ma a parte quell'episodio non risultano segnalazioni di patologie psichiatriche a suo carico. Secondo quanto riferito oggi dalla madre, il figlio sarebbe uscito dall’ospedale il giorno dopo.

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