Sparatoria a Mosca davanti alla sede dei servizi segreti: due vittime

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È di due vittime e cinque feriti il bilancio della sparatoria avvenuta a Mosca nella giornata del 19 dicembre davanti alla sede dei servizi segreti russi: l’Fsb. Stando agli organi di stampa russi, i morti sono un ufficiale del Servizio di Protezione Federale e l’attentatore, che avrebbe agito con l’aiuto di due complici. La stessa Fsb ha poi reso noto come l’attentatore sia stato successivamente neutralizzato dopo essersi asserragliato in un edificio nei pressi di piazza Vorovskogo.

Sparatoria a Mosca: due vittime

La sparatoria è avvenuta in una zona particolarmente frequentata dai turisti, i quali inizialmente non hanno prestato particolare attenzione all’accaduto vedendo gli uomini delle forze speciali già in assetto difensivo. I video che nelle ultime ore sono girati sul web mostrano infatti numerosi passanti camminare accanto agli agenti armati di fucili d’assalto e pronti a neutralizzare l’assalitore.

Contestualmente nella capitale russa sono stati attivati l’allarme “Sirena” ed il piano “Fortezza”, con la chiusura di tutti gli edifici e l’impossibilità per chiunque di entrare o uscire da essi. Stando a quanto riportato dai servizi segreti poco dopo, l’attentatore era stato stato fermato e reso inoffensivo, anche se al momento non sono ancora note le motivazioni che lo hanno spinto a compiere il gesto e se quest’ultimo fosse di natura terroristica.

Timore per Vladimir Putin

L’attentato è avvenuto peraltro nella giornata in cui ricorre l’anniversario della fondazione della Cheka, il servizio segreto sovietico nato nel 1917 per volere di Lenin, che sarebbero poi diventato il Kgb nel 1954, l’Fsk nel 1991 ed infine l’odierna Fsb nel 1995 sotto Boris Yeltsin.

Proprio in occasione dell’anniversario, il Presidente russo Vladimir Putin stava tenendo un discorso ai membri dell’intelligence, ma non è ancora chiaro se il capo di Stato si trovasse all’interno del palazzo di piazza Vorovskogo e se l’obiettivo della sparatoria fosse lui.