Sparatoria a Napoli, morto 15enne: parenti distruggono ospedale

Sparatoria a Napoli, morto 15enne

A Napoli, nella notte tra sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo, è andata in scena una sparatoria che ha portato alla morte di un 15enne. Il ragazzo è stato ferito da colpi di pistola alla testa e al torace ed è morto in ospedale dopo il tentativo di salvarlo da parte dei medici. Il 15enne era stato soccorso in via Generale Giordano Orsini, nella zona di Santa Lucia.

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Sparatoria a Napoli, morto 15enne

Le condizioni della vittima erano apparse subito molto gravi per le ferite d’arma da fuoco riportate. Inutile la corsa all’ospedale Vecchio Pellegrini e il ricovero nel reparto di Rianimazione. Il giovane è deceduto a causa della grave compromissione delle sue funzioni vitali.

I parenti della vittima, appresa la notizia del decesso, si sono recati all’ospedale devastando computer, macchinari, barelle e presidi medici. Sul posto è dunque dovuta intervenire la Polizia di Stato per riportare alla calma. Il giovane sarebbe stato ferito in seguito a un un conflitto a fuoco avvenuto stanotte tra i carabinieri e una babygang. L’episodio è avvenuto alle 2,30 circa.

danni ospedale

La nota del pronto soccorso

“Con riferimento a quanto in oggetto questa notte, a seguito del decesso di un giovane ferito da arma da fuoco (U.R., 10.04.2004) il PS del P.O. dei Pellegrini è stato devastato dalla rabbia dei parenti – si legge in una nota diffusa dal Pellegrini -. Nel corso del sopralluogo eseguito alle ore 7,00, constatato danni ad arredi e attrezzature nonché l’assenza delle condizioni igienico-sanitarie tali da non permettere lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza. Alle ore 7,30 abbiamo dichiarato la sospensione del servizio di Pronto Soccorso P.O. dei Pellegrini. A seguito di tale ‘sospensione’ è iniziato il trasferimento di n°8 pazienti presenti al Pronto Soccorso in altri ospedali cittadini. Sono già iniziate le attività necessarie a ripristinare quanto prima possibile l’attività di Pronto Soccorso. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a tutti gli operatori sanitari che, questa notte, hanno subito aggressioni fisiche e insulti. E che, nonostante tutto, hanno continuato a garantire l’assistenza ai pazienti”.