Sparatoria a Trieste, le urla del killer: “Sto morendo”

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Vieni a prendermi…non voglio l’ambulanza. Sto morendo” sono le frasi pronunciate, o meglio urlate, da Alejandro Augusto Stephan Meran e rivolte al fratello Carlysle, poco dopo la sparatoria. Stando alle prime ricostruzioni, l’aggressore era stato fermato insieme al fratello per un furto. Con la scusa di dover andare in bagno avrebbe però colto di sorpresa un agente sottraendogli l’arma e aprendo il fuoco contro lui e altri colleghi. Il bilancio della sparatoria è di due vittime, gli agenti De Menego e Rotta.

Sparatoria a Trieste, le urla

La sparatoria è avvenuta nel tardo pomeriggio di venerdì, alla Questura di Trieste. Da quel momento, dopo un iniziale momento di grande dolore, i colleghi si sono fatti forza e sono tornati al lavoro per dare giustizia ai due giovani colleghi, morti mentre svolgevano il loro lavoro. Stando alle prime ricostruzioni, i due aggressori, fratelli di origini dominicane, erano arrivati in Questura poco prima per rispondere di un furto. Ad un certo punto uno di loro avrebbe chiesto il permesso di recarsi in bagno, venendo accompagnato, come da prassi, da un agente di sorveglianza. Sarebbe proprio a quest’ultimo che il killer avrebbe sottratto la pistola con la quale ha compiuto poi il drammatico gesto. Ne è scaturito un conflitto a fuoco, nel quale è rimasto coinvolto anche lo stesso aggressore, il quale è stato prontamente circondato dai poliziotti. Mentre era a terra avrebbe urlato al fratello: “Vieni a prendermi, sto morendo“.

Il tentativo di fuga

Sebbene i malviventi all’interno della Questura fossero due, pare che solo uno sia il diretto responsabile dell’attacco, mentre l’altro sarebbe completamente estraneo. L’aggressore dopo aver aperto il fuoco ha tentato la fuga uscendo dall’edificio e tentato di entrare in una delle auto di servizio parcheggiate all’esterno della Questura. Trovandole chiuse, però, l’uomo è stato costretto ad arrendersi, venendo quindi circondato e bloccato. Nel frattempo all’interno dell’edificio i sanitari del 118 hanno tentato l’impossibile per salvare la vita ai due feriti, ma le pallottole avevano leso irrimediabilmente organi vitali.