Spazi da non perdere, primo Centro Diagnosi Autismo del Sud

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Roma, 3 ago. (askanews) – Un centro diagnosi territoriale per i disturbi del neurosviluppo che consente di fornire una diagnosi completa e le prime

indicazioni di trattamento per i disturbi dello spettro autistico: è il Centro Diagnosi Autismo della Comunità Progetto Sud e ha sede a Lamezia Terme, nel cuore della Calabria.

Attivato grazie al cofinanziamento di Fondazione CON IL SUD e il Fondo di Beneficenza di Intesa San Paolo è un centro strutturato, dotato anche di una foresteria, realizzato all’interno degli spazi del Convento delle Suore di Maria Bambina, che l’ordine ha concesso gratuitamente alla Comunità Progetto Sud in seguito alla diminuzione del numero delle suore che avevano lasciato un’ala

del convento completamente inutilizzata.

Il suo processo di costruzione è stato dettato non solo da motivazioni meramente inerenti ai saperi clinici, ma nasce dalla necessità di dare corpo ad una visione politica e civile della salute che in Calabria sembra tardare nel riconoscimento dei diritti di tutti e tutte, soprattutto dei più fragili e che

continua a produrre emigrazione socio-sanitaria, con un costo di mobilità passiva che nel 2020 è stata di 307 milioni di euro.

Da 46 anni, la Comunità Progetto Sud co-fondata da don Giacomo Panizza insieme a un gruppo di persone con disabilità e non, ha posto al centro della propria mission la lotta alle disuguaglianze sociali, costruendo nel tempo un gruppo di gruppi e di reti che favorisce la diffusione di politiche di inclusione

e integrazione tra soggetti differenti. Oggi, la nascita di un nuovo servizio con un’equipe costituita da medici neuropsichiatri infantili e psicologhe specializzate in diagnosi ASD, fa fronte al bisogno emerso dall’ascolto delle

tante famiglie calabresi costrette a rivolgersi ai grandi ospedali del Centro Nord e della Sicilia per la valutazione clinica e l’approfondimento diagnostico dello spettro autistico.

Un processo di lavoro attento e condiviso che inizia con una presa in carico definita e va dal primo contatto con l’utente e i suoi familiari per proseguire con una dettagliata anamnesi, la valutazione clinica e la somministrazione dei test diagnostici specifici. Uno spazio, quindi, dove trovare un’alternativa vera

all’emigrazione sanitaria.

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