Spazio, 20 anni fa il primo turista spaziale. Guidoni: "La Nasa non voleva Dennis Tito"

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E' il 28 aprile 2001, una data che per il calendario spaziale ha segnato il volo del primo turista a farsi una 'vacanza' fuori dalla Terra: il miliardario californiano Dennis Tito. Da allora ad oggi sono passati 20 anni ma il sogno di andare nello spazio non ha perso il suo appeal anche per chi non è un'astronauta di professione. Imprenditore e figlio di immigrati italiani, Dennis Tito é approdato sulla Stazione Spaziale Internazionale a bordo di una Soyuz e con un biglietto in tasca che gli era costato ben 20 milioni di dollari. "Eppure la Nasa non lo voleva a bordo della Stazione Spaziale e provò in tutti i modi a osteggiare questo viaggio" ricorda, conversando con l'Adnkronos, l'astronauta italiano Umberto Guidoni.   

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Tito é arrivato sulla Iss in concomitanza della missione Nasa di Guidoni Sts 100, una missione per la costruzione della Stazione orbitante e nella quale l'Agenzia Spaziale Italiana portò nello spazio l'Mplm, uno dei moduli che sono serviti alla Iss per diventare il primo avamposto umano nello spazio. "Ero in orbita e Dennis Tito sarebbe arrivato dopo che ore, noi dovemmo andare via prima" ricorda Guidoni. Dennis Tito ha volato a bordo di una Sojuz Tm-32 restando per 7 giorni, 22 ore e 4 minuti in orbita. "La Nasa era contraria in quegli anni a questo tipo di missione con turisti non astronauti a bordo della Stazione spaziale e mise dei limiti. Dennis Tito non poteva toccare nulla a bo, la Nasa aveva espressamente chiesto ai russi di non realizzare il volo del californiano. Gli é stato proibito di entrare nella parte occidentale della Iss" sottolinea ancora l'astronauta italiano, il primo europeo ad abitare la Stazione Spaziale Internazionale. 

"Ma - racconta ancora Guidoni - i russi avevano fatto i loro accordi privati e avevano 'affittato' il posto, il sedile della Soyuz per una cifra record di 20 milioni di dollari". "Quel viaggio -spiega l'astronauta italiano ora a riposo- aveva una finalità per i russi: raccogliere fondi per lo spazio che a Mosca iniziavano a 'scarseggiare'". "Ci siamo dovuti sganciare, Dennis Tito sarebbe arrivato dopo che ore. L'equipaggio della Soyuz era partito due giorni prima e all'epoca si impiegavano due giorni di viaggio dalla Terra alla Iss. Sulla stazione eravamo già 10 astronauti, non si potevano accogliere altri equipaggi, c'era un problema di ossigenazione e non c'erano le tecnologie che ci sono oggi sulla stazione. Per questo -ricostruisce ancora Guidoni- la Nasa aveva chiesto alla base di Baikonour di fermare il volo di Tito ma i russi procedettero ugualmente e in tre dovemmo lasciare rapidamente la Iss, quasi fuggire".   

Dennis Tito non è stato il solo turista spaziale: "Dopo di lui siamo arrivati ad altri sette ricchi turisti spaziali per un totale di ben 8 'vacanze' in orbita" segnala lo storico dello spazio Paolo D'Angelo. L'anno dopo Dennis Tito, nel 2002, é stata infatti la volta di Mark Shutterworlth che, ricorda D'Angelo, "ha volato con l'astronauta italiano dell'Esa Roberto Vittori che sulla Iss ha portato la missione Asi 'Marco Polo'. Dopo il miliardario sudafricano c'è stato l'americano Gregory Olsen nel 2005, poi una donna turista spaziale. In quella missione doveva andare un giapponese ma fu scartato, così é partita la miliardaria nata in Iran - ma che ha volato con la bandiera Usa- di nome Ansari Anousheh, è stato nel 2006. Nel 2007 un nuovo turista dello spazio è stato Charles Simonyi, talmente ricco da potersi permettere ben due voli con due Soyuz sulla Iss" commenta D'Angelo.  

Quindi nel 2008 ha volato in orbita Richard Garriott, famoso perché imprenditore nel campo dei videogiochi, inglese di origine ma residente in Usa e figlio dell'astronauta americano Owen Garriott. "L'ultimo turista spaziale é stato il canadese miliardario Guy Laliberte nel 2009 che sembra abbia pagato 60 milioni di dollari per viaggiare nello spazio" e tutti questi voli, riferisce ancora Paolo D'Angelo, "sono stati realizzati dalla società Space Adventures". Dopo il lungo 'silenzio dal 2009 ad oggi, i viaggi turistici spaziali riprenderanno proprio quest'anno.   

D'Angelo ricorda che "a settembre prossimo sarà la volta della "capsula Dragon Crew" della Space X di Elon Musk, "che realizzerà una missione speciale voluta dal miliardario americano Isaac Man". Man, prosegue D'Angelo, "ha 'affittato' per la 'modica cifra' di 200 milioni di dollari la capsula Dragon Crew per la missione 'Ispiration' ed ha regalato gli altri 3 biglietti alla scienziata Proctor Sian, una ricercatrice esperta di studi ambientali, alla giovane Hayley Arceneaux, 29 anni e che da dieci anni combatte con diversi tumori, ed all'ex militare dell'esercito statunitense Christopher Sembroski che si occupava di missili e da sempre appassionato di spazio e che adesso realizzerà il suo sogno".  

Non solo. D'Angelo sottolinea che "sempre per il 2021 sembra inoltre confermato un volo Soyuz per il regista Klim Shipenko" e che sia stato già aperto "il bando per trovare un attore o un'attrice per realizzare un film nello spazio". "La missione é prevista a ottobre prossimo e sono insistenti le voci che parlando di una donna come prescelta" commenta D'Angelo ricordando che invece nel 2022 "dovrebbe partire per lo spazio l'attore Tom Cruise che girerà un film nello spazio e che volerà sulla Stazione Spaziale Internazionale con un razzo di Elon Musk".  

"Il turismo spaziale porterà un evoluzione dell'approccio allo spazio e anche i costi per volare in orbita saranno meno elevati nel tempo, ma non è un gioco andare in orbita. Ricordiamoci la tragedia dello Shuttle Challenger esploso con a bordo la maestra non astronauta Christa McAuliffe il 28 gennaio 1986" aggiunge D'Angelo che tiene infine a ricordare che i primi umani non astronauti professionisti ad andare in oerbita sono stati nel 1990 il giornalista giapponese Toyohiro Akiyama che ha viaggiato sulla Mir e nel 1991, dopo un bando lanciato da una società britannica, la chimica Helen Sharman che ha volato nello spazio sulla Soyuz attono alla Mir" .