Spazio, Beyond: 6 esperimenti Asi per missione Luca Parmitano -2-

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19 lug. (askanews) - ACOUSTIC DIAGNOSTICS (PI: Arturo Moleti, Physics Department, University of Roma Tor Vergata; Co-PI: Giorgio Pennazza, Università Campus Biomedico Roma; Michele Trichilo, ALTEC S.p.A; responsabile della realizzazione dell'apparato: Physics Department, University of Roma Tor Vergata, ALTEC S.p.A.). Microgravità e rumore a bordo della Stazione Spaziale Internazionale costituiscono potenziali fattori di rischio per l'udito degli astronauti. Questo esperimento si propone di valutare eventuali danni all'apparato uditivo confrontando i risultati di numerosi test audiologici effettuati sugli astronauti prima e dopo la missione, ed effettuando test obiettivi dell'udito durante la loro permanenza in orbita. A questo scopo il gruppo ha realizzato un sistema innovativo per la misura dei prodotti di distorsione otoacustici (DPOAE) che garantisce elevata riproducibilità dei risultati sfruttando un particolare sistema di calibrazione dello stimolo nel canale uditivo e un'elevata risoluzione in frequenza. I risultati dei test permetteranno di evidenziare o di escludere danni all'apparato uditivo, anche di lieve entità e di natura transitoria, associabili alla permanenza nelle condizioni di rumore e microgravità caratteristiche della Iss e con evidenti implicazioni nelle future missioni di lunga durata. Anche questo esperimento si trova già sulla Stazione spaziale dove è arrivato lo scorso aprile.

Amyloid Aggregation (PI: Cristina Casalone, S.C. Neuroscienze, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta, Torino; Co-PI: Maurizio Pocchiari, Dipartimento di Neuroscienze, Istituto Superiore di Sanità, Roma; responsabile della realizzazione dell'apparato: ALTEC S.p.A. - Torino). Scopo dell'esperimento è valutare se l'aggregazione delle fibrille amiloidi sia influenzata dalla microgravità, al fine di identificare un possibile rischio professionale negli astronauti che trascorrono lunghi periodi a bordo della ISS. Inoltre, poiché l'accumulo di proteine è una caratteristica predominante di molte malattie neurodegenerative, una comprensione più profonda del meccanismo sottostante l'aggregazione dei peptidi potrebbe essere un obiettivo cruciale nella ricerca neuroscientifica. La partenza dell'esperimento alla volta della Iss è prevista per il prossimo 21 luglio.(Segue)