Spazio, conto alla rovescia per Cheops: studierà gli esopianeti

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Roma, 11 dic. (askanews) - Tutto pronto per il lancio della prima missione dell'Agenzia Spaziale Europea dedicata allo studio dei pianeti esterni al nostro Sistema Solare. Il lancio di Cheops (Characterising ExOPlanet Satellite) è previsto per il 17 dicembre prossimo alle 9.54 ora italiana, dallo spazioporto di Kourou in Guyana francese a bordo di un vettore Soyuz che trasporterà anche il primo satellite Cosmo-SkyMed di Seconda Generazione (finanziato da Asi, ministero della Difesa e Miur). Una volta fuori dall'atmosfera vi sarà una prima separazione dal razzo del satellite Cosmo-SkyMed; dopo circa due ore, alle 12.20, ci sarà la separazione di Cheops dal Soyuz. Bisognerà attendere altri 30 minuti per la prima acquisizione del segnale.

Cheops - spiegano Inaf e Unipd che partecipano alla missione con l'Asi - studierà gli esopianeti noti che orbitano attorno a stelle brillanti, con lo scopo di ottenere informazioni dettagliate per scoprirne la composizione e la struttura interna. La scoperta di 51 Peg b, il primo pianeta in orbita attorno a una stella diversa dal Sole (esopianeta), risale al 1995 e, quest'anno, ha valso il Premio Nobel per la Fisica ai suoi scopritori: gli astronomi Mayor e Queloz dell'Università di Ginevra. Da allora, e grazie a strumenti sempre più sensibili, i ricercatori hanno scoperto più di 4000 esopianeti, sia da terra che dallo spazio.

É in questo scenario che si colloca la missione Cheops, prima missione di classe S (Small), cioè di "piccola taglia", selezionata da Esa ancora nell'ottobre 2012. Nasce come un progetto congiunto ESA ed un consorzio di agenzie spaziali di diversi Paesi europei tra cui l'Italia che ha dato un contributo fondamentale per le ottiche del telescopio che ha uno specchio di 33 cm di diametro, è lungo 1,5 metri e pesa circa 280 chili.

Cheops osserverà più di 7mila stelle nei suoi 3 anni e mezzo di durata nominale. Questa missione è dedicata alla caratterizzazione, come dice anche il nome, di esopianeti già noti e che transitano davanti alla propria stella. La misura accurata del raggio planetario - ottenibile con Cheops - unita alla misura della massa - ottenuta con il metodo delle velocità radiali dai telescopi a terra - permetteranno di determinare la struttura interna di un pianeta ovvero capire se è roccioso, gassoso o di ghiaccio e quindi stabilire se può ospitare anche una qualche forma di vita.

Il team italiano, composto da circa 30 ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, dell'Università di Padova e dell'Agenzia Spaziale Italiana, è coinvolto sia negli aspetti scientifici che tecnologici della missione. Per quanto riguarda gli aspetti più prettamente scientifici il team italiano partecipa alla scelta delle stelle da osservare; alla preparazione delle procedure di analisi dei dati raccolti da CHEOPS; all'analisi di alcuni casi test preliminari; alla programmazione delle osservazioni di CHEOPS.

Per la parte tecnologica, che ha di fatto permesso la realizzazione di un tale telescopio cacciatore di pianeti, ricadono sotto la responsabilità del team italiano la progettazione ottica del telescopio CHEOPS; l'integrazione delle componenti ottiche con la struttura meccanica; i test e la validazione della strumentazione integrata; la supervisione della costruzione delle ottiche realizzate dalla ditta italiana Leonardo. L'ASI Science Data Center (ASDC) infine ha fornito alla missione il mirror dell'archivio dei dati scientifici che il nostro satellite raccoglierà.

Il lancio può essere seguito sulla pagina web dell'evento cheops.oapd.inaf.it/