Spazio, Esa-Roscosmos: missione ExoMars rinviata al 2022 -2-

Red/Lcp

Roma, 12 mar. (askanews) - "La delusione è forte per la notizia di questo rinvio, ma, d'altra parte arrivare sulla superficie di Marte non è un'impresa semplice, in considerazione dell'enorme distanza che separa la Terra dal pianeta Rosso e del suo ambiente sfidante. Il programma ExoMars ha fatto straordinari progressi negli ultimi due anni - ricorda il Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia - grazie soprattutto al grande lavoro di tutti i team coinvolti e in particolare della nostra industria nazionale. Quest'ultima ha avuto un ruolo chiave nella conduzione del progetto a supporto di ESA: la nostra industria ha fornito un sostegno eccellente anche nella gestione dei rapporti con la controparte russa, che ha rappresentato anche una delle sfide più consistenti del progetto ed anche a causa di ritardi. Tali sono stati il contributo e il valore riconosciuto per questa missione del nostro capogruppo industriale, Thales Alenia Space, che l'ESA,- ricorda Saccoccia - in corso di progetto, ha ritenuto di spostare in Italia alcune attività di assemblaggio, integrazione e testing originariamente previste in Russia. Elevato è stato, anche, il numero di test suppletivi che sono stati realizzati con successo in Italia sugli hardware forniti dalla controparte russa".

"Ciononostante, e anche in virtù del gran numero di attività aggiuntive inattese, tipiche però di un progetto di tale complessità, lo stato attuale di preparazione della missione non garantisce il grado di affidabilità richiesto per il successo di ExoMars. Arrivare sulla superficie di Marte in piena sicurezza - sottolinea il Presidente Saccoccia - con un progetto così interessante ed unico nel suo genere, presenta ancora alcuni rischi che potrebbero compromettere non solo la missione ExoMars, ma anche la credibilità e dunque il futuro ruolo dell'Europa nel programma di esplorazione del pianeta rosso. La recente emergenza sanitaria, poi, ha complicato ulteriormente la situazione generale. L'ASI - conclude Saccoccia - continuerà sicuramente a garantire il massimo supporto dell'Italia quale Paese leader di questa missione, affinché il prossimo periodo, fino alla nuova opportunità di lancio nel 2022, venga utilizzato non solo per rimuovere al più presto tutte le criticità che ancora possono compromettere la missione, ma anche per apportare delle migliorie, e per preparare l'Europa al meglio alle prossime sfide dell'esplorazione spaziale".

La missione, dunque, sarà lanciata tra due anni quando si aprirà una nuova finestra utile, imposta dalla meccanica celeste. Questo è dovuto principalmente alla forma ellittica delle orbite di Terra e Marte, e al fatto che i due pianeti viaggiano a velocità diverse (la Terra è più veloce). La distanza relativa tra Marte e Terra varia continuamente da un minimo di 56 milioni di Km (la distanza minima mai osservata nel 2003) a un massimo di 400 milioni di Km. Pertanto, la scelta di quando far partire una sonda verso Marte deve tener conto di questo aspetto. Considerato che un anno marziano dura circa 22 mesi terrestri, i due pianeti si "avvicinano" con una cadenza di 2,1 anni (ogni 780 giorni). I due anni che mancheranno alla data di lancio - conclude l'Asi - verranno impiegati per completare al più presto lo sviluppo e verifica dei vari elementi della missione (auspicabilmente entro la fine di quest'anno), per poi stivare la sonda in condizioni sicure fino all'inizio della campagna di lancio nel 2022.