Spazio, Libra: progetto italiano per difendere la volta celeste

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Trieste, 24 ago. (askanews) – “Nel 2030 il numero dei satelliti artificiali visibili ad occhio nudo supererà quello delle stelle”. Nei prossimi anni il cielo non sarà più lo stesso e sarà sempre più difficile ammirare la volta celeste come la conosciamo. Colpa dell’inquinamento luminoso e, soprattutto, dei continui lanci di satelliti, per esempio gli Starlink di SpaceX in aggiunta alla cosiddetta “Sindrome di Kessler” che prevede un aumento esponenziale della nube di detriti spaziali nell’orbita bassa terrestre con problemi anche allo stesso accesso umano allo Spazio, addirittura per migliaia di anni. La “nebbia” di segnali radio, inoltre, potrebbe anche creare problemi ai radiotelescopi terrestri, come ha spiegato l’astrofisico Roberto Trotta.

“Ci sono rischi molto reali, sia per la scienza che per la tecnologia che per il nostro accesso allo Spazio – ha spiegato Trotta – ci sono rischi altrettanto reali, altrettanto seri per quanto riguarda gli aspetti culturali dell Universo ovvero il firmamento, il cielo stellato, la bellezza di una notte piena di stelle dove si vede la via Lattea, la galassia, viene ormai messo in pericolo dal fatto che tutto questo proliferare di satelliti rovinerà lo spettacolo per tutti noi e non ci sarà modo di sfuggirgli perché saremo sotto questa cappa di satelliti dappertutto sulla Terra. Non potremmo mai tornare a rivedere le stelle così come le hanno sempre viste i nostri antenati”.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo argomento nasce LIBRA, un progetto che Trotta ha ideato assieme al regista Gigi Funcis, unendo arte, teatro e divulgazione scientifica e che, dall’8 al 12 settembre 2021, tra la Fortezza di Gradisca a Gorizia e il Castello di Miramare a Trieste, racconterà con l’aiuto di ED, un’intelligenza artificiale, ologrammi e un imponente visual mapping, cosa potrebbe accadere al nostro cielo in un futuro ipotetico, neanche troppo distante dall’attuale realtà. Lo spettacolo si avvale della collaborazione di ospiti d’eccezione come Carlo Rovelli, Piergiorgio Odifreddi e l’archeo-astronomo Ed Krupp

Il regista, Gigi Funcis.

“Hanno detto tutti e tre sì – ha commentato – quindi alla fine diciamo che ci siamo ritrovati (per come lo percepisco io da ignorante del mondo scientifico, se non altro da esterno al mondo scientifico) con una sorta di ‘bacio accademico’ di queste figure che non può altro che far piacere”.

Lo spettacolo è realizzato dalla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste nell’ambito della quinta edizione del SISSA Summer Festival.

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