Spazio, a novembre ultima call Horizon 2020. E si guarda al futuro

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Roma, 9 ott. (askanews) - Ultima chiamata da Horizon 2020 per il settore spaziale. Il prossimo 5 novembre si aprirà l'ultima space call del programma di ricerca europeo H2020 (che ha coperto il periodo 2014-2020) che mette a disposizione un budget di circa 120 milioni di euro per la gran parte destinati a progetti relativi a Osservazione della Terra, Navigazione (Egnos Galileo), Tecnologia, Scienza. La call - che si chiuderà il 5 marzo 2020 - esaurisce le opportunità offerte da questo programma quadro al settore spaziale al quale, in 7 anni, ha destinato 1,4 miliardi di euro. E si guarda con attenzione e forte interesse al prossimo programma quadro di finanziamento europeo per ricerca e innovazione - denominato Horizon Europe - e al nuovo UE Space Programme per il quale è stato proposto un budget di 16 miliardi di euro e agli altri strumenti di finanziamento messi in campo come European Defense Fund e InvestEU. Di tutto questo si è discusso oggi nella sede dell'Agenzia spaziale italiana in apertura della "Space Week 2019 - Beyond the Horizon", evento dedicato appunto a ricerca e innovazione nel settore spaziale. Giunto alla sua quarta edizione l'evento - organizzato dall'Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE), in collaborazione con Asi e il supporto di Cosmos 2020 e Enterprise Europe Network - offre agli stakeholder un'occasione di informazione e confronto sugli scenari e sulle nuove opportunità di finanziamento dall'Europa. La tre giorni prevede un intenso programma di incontri e attività per università, centri di ricerca, industria, Pmi, start up, incubatori, finanza e amministrazioni pubbliche. La prima giornata si è aperta con l'Info Day nazionale su Horizon 2020 sul programma Spazio.

A introdurre i lavori il presidente dell'Asi Giorgio Saccoccia che ha sottolineato l'importanza di fare il punto su H2020 ma soprattutto di riflettere sulle future possibilità offerte in ambito europeo. Quindi l'ammiraglio Carlo Massagli, consigliere militare di Palazzo Chigi e segretario del Comitato interparlamentare per le politiche spaziali e aerospaziali (Comint) ha sottolineato che "il nostro Paese è uno dei pochi al mondo presente in tutta la filiera produttiva dello spazio: facciamo i lanciatori, i satelliti, i sensori dei satelliti per osservare la terra, per navigare, scambiare, dati, comunicazioni, e le stazioni di controllo a terra. Siamo in grado di valorizzare tutti questi dati che vengono dallo spazio rendendoli servizi e applicazioni".

Delle opportunità che verranno dall'Europa ha parlato anche il direttore di APRE Marco Falzetti. "Non abbiamo ancora definito tutti gli aspetti del futuro programma, ma c'è una cosa che dobbiamo tener presente: la complessità degli strumenti che chi si trova a operare nello spazio avrà a disposizione. Horizon Europe è un punto di partenza che può avvicinare la comunità al finanzianmento europeo per la ricerca nel settore, ma ci sono molte altre cose. Come InvestEU come strumento di supporto del finanziamento e il nuovo Space Programme che non ha nella centralità della ricerca e dell'innovazione la sua massima espressione ma, certamente, avrà molte opportunità di coordinamento e sinergie con Horizon Europe per questo settore". Quanto alla tempistica di approvazione di Horizon Europe, Falzetti chiarisce che esiste un cronoprogramma che finora è stato rispettato.

"Lo sforzo della Commissione è stato di arrivare prima della fine della legislatura a un accordo molto robusto. Il problema che si pone adesso è relativo al budget che rimane la pietra miliare su cui costruire e dettagliare tutte le varie componenti di Horizon Europe. Il problema dell'MMF deve essere risolto da qui ai primi mesi del prossimo anno. Quanto questo sia fattibile dipenderà da fatti a contorno di estrema importanza anche dal punto di vista politico, legati ad esempio alla gestione della Brexit. Appena l'MMF avrà una definitiva individuazione di quelle che sono le dimensioni dei budget allocati per le varie voci di spesa dell'intera gestione finanziaria del prossimo periodo di programmazione, ci sarà la possibilità di dettagliare per singola voce quelle che sono le spartizioni del budget. I tempi sono maggio-giugno del prossimo anno, altrimenti non si riuscirà a partire in tempo con una programmazione che preveda tutti e sette gli anni". Le opportunità ancora aperte nell'ambito di Horizon 2020 sono state dettagliate grazie a interventi di rappresentanti della Commissione, del GSA (Egnos e Galileo), della Research Executive Agency.

Se oggi alla "Space Week" il tema dominante è stato l'esame delle prossime opportunità di finanziamento europeo del settore, domani l'intera giornata sarà dedicata al sistema Copernicus e all'applicazione dei dati satellitari in diversi settori e al binomio Spazio e Difesa, mentre il terzo giorno è prevista anche una visita al Tecnopolo Tiburtino.