Spazio, Solar Orbiter, il contribuito di Thales Alenia Space

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Roma, 2 dic. (askanews) - Tutto pronto per il lancio della missione dell'Agenzia spaziale europea Solar Orbiter che osserverà per la prima volta il Sole e il suo ambiente da una distanza minima di sole 0,28 unità astronomiche (UA), ovvero il 28% della distanza media Terra-Sole. A Solar Orbiter, il cui lancio è programmato nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 2020, l'Agenzia spaziale italiana ha dedicato oggi un InfoDay per presentare gli obiettivi scientifici e il contributo italiano alla missione Esa. Contributo sia scientifico che tecnologico con l'industria che si è trovata a fronteggiare nuove sfide. A cominciare dalla protezione del veicolo spaziale - che si addentrerà a un quarto della distanza della Terra dal Sole e sarà sottoposto a un'intensità 13 volte maggiore rispetto a quella della luce solare terrestre con temperature fino a 520°C - che sarà garantita da uno scudo termico (HS), costruito da Thales Alenia Space (joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%) per conto di Airbus Defence and Space.

Composto da una serie di barriere termiche in grado di far decrescere il calore termico in modo progressivo, lo scudo termico - spiega TAS - proteggerà il veicolo dalle temperature considerevoli in prossimità della nostra stella centrale. Lo scudo termico (HS) è stato progettato per far fronte alla considerevole illuminazione solare, al freddo dello spazio profondo e alle sorgenti di calore interne, in modo da mantenere la temperatura operativa ottimale di tutta la strumentazione interna. Speciali deflettori e passanti attraversano lo scudo termico (HS) per la sua intera altezza al fine di fornire il campo visivo richiesto agli strumenti che puntano verso il Sole. Questo schermo protettivo consiste in una barriera termica ad alta temperatura (HTHB) montata a contatto diretto con lo scudo anteriore. Un isolante multistrato (MLI) ad alta temperatura ha le funzioni di impedire a tutta la luce di essere trasmessa allo scudo anteriore, di formare una barriera efficiente per la trasmissione di calore e di creare una superficie altamente riflettente all'infrarosso nel varco principale dello scudo termico (HS). Lo strato più esterno al titanio, che può sopportare temperature fino ai 600°K, è dipinto di nero per prevenire il deterioramento delle proprietà termo-ottiche dovute alla lunga esposizione e alle radiazioni ultraviolette. Con tutte queste misure, lo scudo termico (HS) è in grado di ridurre il flusso di calore in entrata dai 113.000 W della superficie anteriore a soli 36 W all'interno del veicolo spaziale. (Segue)