Spazio, tutto pronto Solar Orbiter. Italia a bordo della missione -2-

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Roma, 2 dic. (askanews) - L'Italia partecipa in modo importante alla missione, sia dal punto di vista scientifico che industriale: dallo scudo termico per proteggere la navicella dalla forte radiazione solare prodotto da Thales Alenia Space, alla Data Processing Unit, cioè il cervello che controllerà lo strumento SWA (Solar Wind Analyzer), al contribuito al telescopio X-Stix, per finire con il coronografo Metis, tutto made in Italy. Una missione importante su cui l'Asi - ha sottolineato Barbara Negri, Responsabile dell'Unità Osservazione ed Esplorazione dell'Universo dell'Agenzia- ha investito molto e in particolare su Metis, uno dei dieci strumenti a bordo della missione, interamente progettato in Italia da un team scientifico guidato dall'Inaf con il supporto di Asi e costruito da un consorzio industriale formato da OHB Italia e Thales Alenia Space Italia.

Metis è un coronografo, "in sostanza - spiega Marco Romoli, astronomo all'Università di Firenze, associato Inaf e Principal Investigator di Metis - è un telescopio in grado di generare un'eclissi artificiale, cioè copre il disco del sole per osservare quella che è l'atmosfera esterna, cioè la corona solare, che altrimenti non si vedrebbe. Da terra noi la vediamo solo durante l'eclissi totale, ecco perché parliamo di eclissi artificiale.

Lo strumento serve per osservare quella regione dell'atmosfera solare dove avviene l'accelerazione del vento solare, dunque una zona molto importante, ed è l'unico coronografo a bordo di Solar Orbiter quindi è quello che fornirà un contesto per quello che poi vedranno gli strumenti in-situ, quelli che misurano le particelle. Il telescopio ha due canali: un canale in luce bianca, cioè nel visibile, con cui si misurano gli elettroni, e un canale in ultravioletto, che misura la riga dell'idrogeno, quindi le due principali componenti del plasma". (Segue)