Speculazioni sulle mascherine fino al 4100%: sequestri in Puglia

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Roma, 7 apr. (askanews) - Con un'operazione chiamata "Ad ogni costo", i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari, coordinati dalla Procura locale, hanno eseguito un sequestro nei confronti di 3 società baresi ritenute responsabili di aver effettuato manovre speculative sulla vendita dei dispositivi di protezione individuali e mascherine nei confronti di diverse Aziende Sanitarie pugliesi. Il sequestro ammonta ad oltre 1,1 milioni di euro.

Nei giorni scorsi, le indagini del Gruppo Tutela Spesa Pubblica della GdF hanno permesso di acquisire concreti elementi su illecite attività poste in essere dalle società fornitrici di aziende sanitarie pubbliche, tra cui ASL Bari e diverse aziende ospedaliere del territorio pugliese.

Le società, hanno accertato gli inquirenti, compivano manovre speculative consistenti nel fare incetta o acquisire in ogni caso i dispositivi protettivi e poi rivenderli con ricarichi economici via via crescenti nel corso dei diversi passaggi della filiera commerciale, in tal modo imponendo sul mercato un prezzo di vendita progressivamente maggiorato ed esageratamente superiore a quello ordinario praticato prima dell'emergenza. I ricarichi applicati, quasi mai inferiori al 100%, hanno registrato picchi sino al 4100%.

I finanzieri hanno acclarato come una delle società coinvolte avesse acquistato nell'ottobre 2019 da un fornitore cinese (estraneo alle indagini) oltre 127.000 mascherine filtranti Ffp3 al costo unitario comprensivo dei costi accessori (spese di trasporto, diritti doganali, etc) di 0,36 euro; nello scorso mese di marzo quando, in piena e virulenta deflagrazione della pandemia, sul mercato nazionale risultava quasi impossibile reperire i dispositivi di protezione individuale, le stesse mascherine sono state rivendute ad un'altra società fornitrice di aziende sanitarie pugliesi ad oltre 12 euro cadauna. Quest'ultima società barese ha, infine, ceduto le mascherine filtranti agli enti sanitari a prezzi oscillanti tra i 18 e i 20 euro al pezzo, Iva esclusa.

Gli operatori commerciali destinatari del provvedimento cautelare, abusando anche della loro qualità di prestatori d'opera necessari (in quanto esercenti attività commerciali "operative" in base ai recenti provvedimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri), hanno così dolosamente profittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare o quantomeno rendere alquanto difficoltosa la protezione sanitaria di pazienti, medici, infermieri, operatori della sicurezza e di ogni altra categoria particolarmente esposta al rischio di contagio.