Speranza: "Chiudere tutto ha salvato l'Italia"

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"Chiudere tutto ha salvato l’Italia". Lo dice in un colloquio con il 'Corriere della Sera' il ministro della Salute, Roberto Speranza. Ci aspetta, sottolinea il ministro, ''un autunno di resistenza, perché il virus non è scomparso e, in attesa di cure più certe e dei vaccini, dobbiamo continuare a gestire il rischio. È chiaro che i mesi autunnali mi preoccupano di più". Speranza conferma che "l’Italia è messa meglio di altri Paesi", ma ai cittadini vuole dire tutta la verità: "Non essere preoccupati sarebbe da sconsiderati, nulla può essere dato per scontato".

E sul fatto che il leader della Lega Matteo Salvini abbia chiesto le dimissioni del premier Giuseppe Conte per quanto emerso dai verbali desecretati del Cts il ministro continua: "Finché questa emergenza non sarà finita non inseguirò nessuno sulle polemiche. Salvini? Credo che la gente abbia capito fino in fondo come sono andate le cose. Si diceva che non potessimo fare come in Cina e invece il sistema democratico ha retto".

"Sono assolutamente sereno, su Alzano e Nembro la spiegazione è semplice e lineare - dice Speranza - Tra il 3 marzo e il Dpcm del 10 che chiude tutta l’Italia non c’è nessun buco. Il 4 marzo ricevo il verbale del Cts, che mi arriva sempre il giorno dopo. Il 5 avviso Conte e chiediamo un approfondimento a Brusaferro. Il 6 il premier vede il Cts e lì matura il cambio di linea, perché il tentativo di bloccare il virus in zone delimitate è superato dai numeri dell’epidemia in Emilia, Piemonte, Liguria, Marche. Il Dpcm dell’8 marzo che chiude solo le aree più colpite è pienamente conforme alle idee del Cts".

Poi scoppia il caos dei treni, con la gente che lascia di notte la Lombardia e si rifugia al Sud: "A quel punto con le Regioni decidiamo di chiudere tutta l’Italia il 10 marzo, perché non ha senso che sia spaccata in due", sottolinea. "Penso che chiudere tutto sia stata una scelta giustissima, che ha salvato il Paese dall’onda più alta e risparmiato tante vite. La strategia del lockdown totale ci ha consentito di fermare il virus prima che invadesse il Sud. I dati di sieroprevalenza lo dimostrano".

E sulle scuole il ministro della Salute aggiunge: ''Il 14 settembre devono riaprire tutte, al 100%". "Io sono un grande tifoso, anche abbastanza in sofferenza per i destini della mia Roma - ride Speranza - Ma con tutto il rispetto, tra accompagnare mio figlio allo stadio e portarlo a scuola, preferisco la seconda. Deve fare la quinta elementare e voglio che la faccia in presenza, come tutti gli studenti". "Capisco il disagio e non voglio apparire un maestrino, ma i sacrifici che chiedo ai ragazzi sul metro di distanza nei treni o sulla movida hanno la scuola come obiettivo di fondo - aggiunge - Non mi parlate di altro. In fondo ai giovani non chiediamo di non uscire di casa, chiediamo solo di indossare le mascherine, lavarsi le mani, stare a distanza ed evitare assembramenti. Una cosa compatibile con il godersi l’estate".

"L’età media dei contagiati sta drammaticamente scendendo sotto i 40 anni - aggiunge - È normale che i più giovani si sentano più forti, ma chi porta il virus a casa rischia di fare danni veri alle persone fragili".