Speranza: investire sul personale con ancora più forza

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Image from askanews web site
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Rimini, 23 ago. (askanews) - "Se penso alla Sanità del futuro penso che dobbiamo investire sulle nostre donne e sui nostri uomini che vi lavorano dentro".

Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in conclusione del suo intervento al meeting di Rimini.

"Io ritengo che la partita del personale sia davvero quella fondamentale - ha spiegato - anche nei giorni più drammatici, abbiamo comprato le mascherine, abbiamo comprato i respiratori, c'è un mercato internazionale che ci ha aiutato perché, nei momenti di difficoltà, arrivavano dei cargo da altre parti del mondo che ci aiutavano con materiale che avevamo acquistato. Bene: puoi comprare i camici, puoi comprare le mascherine, puoi comprare i respiratori ma un medico o lo hai formato o non ce l'hai e, quindi, serve un investimento non di breve periodo ma di lungo periodo, il che significa, per esempio, più borse di specializzazione per chi deve intraprendere quella storia".

"Nel 2017 e 2018 si finanziavano 5-6mila borse all'anno. L'anno scorso siamo arrivati a 13.400, quest'anno a 17.400 cioè il doppio di due anni fa e il triplo di tre anni fa. Significa che questa botta che abbiamo preso col Covid ha fatto capire a tanti che questo è un punto su cui dobbiamo davvero investire. Noi non possiamo permetterci di avere un ragazzo laureato e formato che poi ci viene, in qualche modo, preso via da un altro Paese perché lo pagano meglio, perché lo trattano meglio. È un grande tema che ci riguarda, noi su questo dobbiamo investire con ancora più forza e dei risultati, finalmente, li stiamo vedendo".

Riguardo al tema dei vaccini, invece, Speranza ha ribadito che nessuno si salva da sé e, per questo, è fondamentale aiutare i Paesi più poveri.

"Se penso alla Sanità del futuro, condivido molto l'approccio di una maggiore capacità di costruire dei sistemi di rete internazionali, perché il Covid ci ha insegnato che nessuno si salva da solo, non ce la fai - ha detto - la partita dei vaccini è una grande partita che ci riguarda esattamente per questo. Noi non possiamo immaginare che il vaccino non è un diritto di tutti ma un privilegio di chi lo può acquistare. Questo è sbagliato sul piano etico e sul piano dei valori fondanti anche della nostra stessa Carta costituzionale ma io credo che sia anche sciocco sul piano dei nostri interessi, perché non ci salviamo da soli. Se non aiuteremo tutti i Paesi del mondo a vaccinarsi, molto presto ci arriveranno altre varianti ancora più difficili con cui dovremo fare i conti".

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