Speranza: "La pandemia è una maratona, chi governa dovrà rendere conto"

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"Una pandemia non è uno sprint ma, purtroppo, una maratona che richiede tenuta di lungo periodo e resistenza. Probabilmente è per questi motivi che la mia sveglia biologica si è assestata alle 4.30, massimo alle 5 del mattino. E di certo è per questi motivi che ascoltare le dichiarazioni irresponsabili di alcuni mi fa letteralmente soffrire. Come si può perdere così in fretta la memoria di un trauma come quello che abbiamo vissuto? E com'è possibile far finta di credere che questa crisi sia definitivamente alle nostre spalle". E' uno degli stralci del libro del ministro della Salute, Roberto Speranza - 'Perché guariremo - Dai giorni più duri a una nuova idea di salute', edito da Feltrinelli - ritirato dagli scaffali, di cui 'La Verità' pubblica alcuni stralci.

"Dirò anche chiaramente che, alla fine, la responsabilità è nostra. È della politica". "Dopo questa esperienza [...] - si legge nel libro - nessuno di noi potrà dire 'non lo sapevo'. Non possiamo più permetterci di essere colti disarmati di fronte alla violenza di una eventuale nuova pandemia", scrive Speranza dove, in un altro capitolo dice: "Se tornassi indietro con quello che so ora il lockdown deciso il 7 marzo lo estenderei all'intero Paese e non solo alle regioni più colpite".

"Credo che chiunque abbia avuto e abbia responsabilità di governo in questi mesi difficili debba essere pronto a rendere conto in ogni sede di quello che ha fatto. Vale per tutti: dal capo dell'Oms al sindaco del più piccolo Comune, passando per ministri, presidenti o assessori regionali". Ai verbali del Cts e alle polemiche sul fatto che siano stati secretati, a pagina 59 del libro si legge, riporta 'La Verità', che si tratta di una "desolante polemica da campagna elettorale. Il governo non ha mai secretato nulla. [...] È importante ripeterlo: la trasparenza è stata sin dall'inizio un nostro punto di forza".

Quanto alla crisi determinata dalla pandemia "ci sono segnali incoraggianti anche dal punto di vista della ripresa economica e sociale. Il Covid - scrive Speranza - ha determinato una rilevante e fondamentale novità politica: l'Unione Europea ha smesso di essere la grande assente, divisa e bloccata da miopi interessi nazionali". "Sento la necessità - si legge ancora nel libro - di trasmettere un messaggio positivo, di cui credo abbiamo bisogno tutti. Le difficoltà sono tante, e non le ho mai sottovalutate, ma settimana dopo settimana dobbiamo guardare al futuro con fiducia".