Speranza richiama le Regioni e non solo: "Serve un asse di comando chiaro e determinato"

(Photo: ASSOCIATED PRESS)

Roberto Speranza arriva in Aula alla Camera alle 21 forte dell’approvazione all’unanimità del decreto Coronavirus: “Oggi più che mai serve una relazione stretta tra governo e Parlamento capace di superare i vincoli ordinari delle relazioni tra maggioranza e opposizione”. Ma serve anche, sottolinea il ministro della Salute nelle sue prime comunicazioni ufficiali riguardo l’emergenza, “un asse di comando chiaro e determinato”.

Il riferimento è alle polemiche con i governatori, compreso quello delle Marche che sin da subito ha derogato all’ordinanza: “Non è il momento dei localismi, di inutili egoismi, divisioni o protagonismi particolari. Una leale e proficua collaborazione istituzionale è indispensabile per battere il Coronavirus nei prossimi mesi”. Tuttavia l’unità nazionale, auspicata da Speranza, appare molto fragile. La Lega attacca con Alessandra Locatelli: “Il governo avrebbe dovuto dare un messaggio diverso. Le nostre Regioni che si sono accorte prima di voi dell’emergenza si sono sentite abbandonate”.

Nonostante l’ora tarda, nell’emiciclo di Montecitorio gli scranni sono quasi tutti pieni, si conta qualche assente tra i deputati dei 5Stelle e di Forza Italia, ma nel complesso l’Aula risponde con una presenza massiccia anche tra i banchi del governo. “Questa sfida si può vincere solo insieme. Non dovremmo mai dimenticarlo nei prossimi giorni”, aggiunge Speranza che fornisce un nuovo dato finora in dubbio, ovvero che i due focolai che inizialmente sembravano distinti, “si sono dimostrati connessi, uno in Lombardia, più vasto, e un altro puntiforme in un piccolo comune del Veneto”, Vo’ Euganeo. Quindi, invita il ministro, “dobbiamo fidarci dei nostri scienziati che stanno studiando anche la catena di contagio”

Forza Italia recepisce il messaggio. In parte, a dire il vero. “Per una volta abbiamo dato una risposta di compattezza convertendo in 48 ore un decreto, e Forza Italia per stile e dna non si è mai tirato indietro di fronte ad una emergenza nazionale”, afferma la capogruppo Maria Stella Gelmini che tuttavia aggiunge: “Avremmo potuto criticare le parole di Conte che ha tentato di screditare delle Regioni che hanno performance altissimo. Avremmo potuto strumentalizzare, non lo facciamo e ci confortano le parole del ministro Speranza. Ma il nostro giudizio su questo governo non cambia, un minuto dopo l’emergenza non aspetteremo un minuto per chiedere conto delle vostre insufficienze”.

Dopo aver illustrato i punti dell’ordinanza per contenere il Coronavirus, il ministro della Salute chiede di non “descrivere l’Italia come un Paese colpito e travolto da una incontrollata emergenza sanitaria” perché sarebbe “un danno grave alle nostre imprese, al turismo, al nostro sistema Paese. Il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia stanno lavorando ad un piano straordinario di rilancio per affrontare le ricadute economiche di questa emergenza”.

Poi lancia un appello: “Una leale e proficua collaborazione istituzionale è indispensabile per battere il Coronavirus nei prossimi mesi. Per me unità significa abbassare le bandierine di parte e privilegiare sempre ed innanzitutto gli interessi generali”. La leader di Fratelli d’Italia non ci sta: “Dal governo sono arrivate informazioni schizofreniche. Conte ha trasformato l’Italia in un Paese untore. E non vorrei che tutto questo venisse utilizzato per qualche passerella”. Ed è così che le opposizioni, seppur con sfumature diverse, vanno all’attacco infrangendo l’idea di un’unità nazionale auspicata dal governo.

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