Sperimentazioni cliniche, “Urgente attuare Regolamento europeo”

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Roma, 15 lug. (askanews) – Il nuovo Regolamento europeo che cambia le regole sulla sperimentazione dei farmaci, l’emergenza Covid che ha riportato l’urgenza di fare arrivare i farmaci ai pazienti; il Pnrr, che mette a disposizione importanti risorse anche per la ricerca. È un momento decisivo in Italia per la ricerca clinica, eccellenza del patrimonio scientifico, ma anche volano del sistema economico, in grado di generare potenzialmente da 1,95 a 2,50 euro per ogni euro investito.

Una risorsa da valorizzare adeguando al più presto le regole alla cornice normativa europea, per semplificare le procedure e non perdere importanti investimenti. Sono le richieste che il gruppo “Persone non solo pazienti” – una coalizione tra 16 Associazioni pazienti rappresentative di diverse aree patologiche, sostenuta da Fondazione Roche – ha rilanciato nel corso dell’evento “La normativa sulla sperimentazione clinica: ostacoli, opportunità e il ruolo delle Associazioni pazienti”, ospitata a Roma, al Centro Studi Americani.

“La ricerca è indispensabile, in tutti i campi del vivere. Naturalmente – sottolinea Mariapia Garavaglia, presidente Fondazione Roche – la ricerca biomedica, biofarmacologica, biotecnologica serve soprattuto a chi ha il diritto di esser aiutato quando ha bisogno di salute. I pazienti sono protagonisti col bisogno ma spesso le associazioni aiutano i pazienti a fare in modo che i loro bisogni diventino più conosciuti, più divulgati e creino anche cultura e competenza. Nella ricerca clinica la presenza delle associazioni dei pazienti è eticamente rilevante ma diventa importante anche dal punto di vista scientifico, tecnico e anche politico, perché diventa una farmacovigilanza in sè. In fondo creano anche a favore della dirigenza pubblica e tecnici e degli enti regolatori come l’Aifa dei punti di riferimento, quindi portano loro istanze ma in realtà conquistano spazi che servono poi a tutti i cittadini e quindi ad esigere che il diritto alla salute sia effettivamente esigibile”.

Il Gruppo, impegnato sul tema della ricerca clinica ha realizzato la prima Carta etico-deontologica in Europa per la partecipazione delle Associazioni pazienti ai trial clinici.

“La nostra è una Carta etica – sottolinea Antonella Celano, Associazione Nazionale persone con malattie reumatologiche e rare – una Carta che stabilisce anche deontologicamente quello che è il processo di partecipazione, che prevede prima di tutto un accreditamento, che deve passare attraverso democraticità, trasparenza, pubblicazione di un bilancio. Le associazioni accreditate devono poter partecipare a tutte le fasi dello studio clinico: dal disegno alla pubblicazione dei dati, passando dalle varie fasi e devono anche poter fare farmacovigilanza. Un impegno a 360 gradi per migliorare l’approccio e l’apporto che le associazioni possono dare nel mondo della ricerca”.

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