Spesa online in tilt: boom di richieste e attese fino a 15 giorni

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Dopo l’emanazione degli ultimi decreti per fronteggiare il coronavirus che chiedevano gli italiani di rimanere in casa il più possibile, sono moltissime le persone che si sono affidate alla spesa online, con il risultato di mandare in tilt i siti dei supermercati a causa dell’eccessivo numero di richieste.

Spesa online in tilt

Da quando gli ipermercati hanno iniziato a far entrare un numero contingentato di persone per limitare il contagio e di conseguenza hanno cominciato a crearsi lunghe file fuori dalle strutture, in diversi hanno iniziato a mettere i prodotti nel proprio carrello online. Nulla di più comodo del resto. Si fa tutto comodamente da casa, si scelgono gli oggetti da acquistare e si selezionano orario e luogo di ritiro. Dopodiché ci si reca sul posto e si ritira la merce già imbustata oppure si opta per la consegna direttamente a casa propria.

Peccato che ora il boom di richieste ha mandato in crash il sistema di diversi siti online di supermercati che non riescono a gestire l’elevata domanda. Da Bennet a Iperal a Esselunga, ormai tutti i marchi non accettano più prenotazioni o prevedono una consegna in tempi che possono anche toccare i 15 giorni.

Collegandosi per esempio al sito di Esselunga e facendo un ordine per Milano, il primo giorno utile per la consegna è il 24 marzo, ovvero a due settimane dall’ordine. Per questo l’azienda ha optato per contingentare le richieste e permettere ad uno stesso utente di farne uno solo ogni sette giorni.

Non vanno meglio le modalità drive, ovvero con il ritiro presso il punto vendita. Bennet per esempio, che mostra soltanto i giorni immediatamente seguenti all’ordine per ritirare la mere, ha esaurito tutti gli orari di tutte le giornate. Lo stesso vale per Iperal e Carrefour. Quest’ultimo ha proprio il sito bloccato e ogni volta che un utente inserisce un prodotto nel carrello la navigazione si blocca per diversi secondi.