'Spese pazze' Calabria, ex consigliere condannato a pagare 260mila euro

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La prima sezione d’Appello della Corte dei conti, confermando la sentenza di primo grado sulla cosiddetta "Rimborsopoli" calabrese, ha condannato l’ex consigliere regionale del Pdl, oggi vicesegretario calabrese dell’Udc, Luigi Fedele, al pagamento di 260mila euro (a cui vanno aggiunti rivalutazione monetaria, interessi e spese processuali). Fedele, inoltre, per oltre 5 anni perderà anche il vitalizio in quanto, subito dopo la sentenza, sono state attivate le procedure per trattenere l’intero importo fino al rimborso del debito che, in totale, arriva a 278mila euro.  

Le "spese pazze" che sono costate a Fedele la condanna anche in appello fanno riferimento al periodo 2010-2012, quando l’allora esponente del Pdl era presidente del gruppo a Palazzo Campanella, sede dell’assise regionale calabrese.  

Le contestazioni che i giudici contabili hanno ritenuto illegittime in quanto non rientranti nell’attività istituzionale del politico, riguardano pranzi e cene (anche al ristorante del figlio), soggiorni vari, viaggi, acquisti di libri, spese per taxi, manutenzione dell’auto, ma anche spese che l’ex consigliere regionale si è autoliquidato e alcuni prelievi dal conto bancario del gruppo consiliare.