'Speziale libero' su striscione ultras, parla la vedova Raciti

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"Sono dispiaciuta per questo striscione che inneggia alla liberazione di Antonino Speziale, ma non amareggiata. Mi amareggia molto di più che mio marito non sia più tornato a casa...". A parlare con l'Adnkronos è Marisa Grasso Raciti, la vedova di Filippo Raciti, il poliziotto ucciso durante gli scontri tra tifosi nel derby Catania-Palermo, il 2 febbraio 2017. Ieri sera, dopo la partita del Palermo contro il Marina di Ragusa, gli ultras della 'Curva Nord 12' hanno affisso uno striscione con la scritta 'Gli ultras non dimenticano, Speziale libero'.  

Speziale, che nel 2007 era ancora minorenne, è stato condannato per omicidio preterintenzionale e tornerà in libertà nel 2021. Nel marzo scorso, il Tribunale di sorveglianza di Palermo ha rigettato la richiesta di affidamento al servizio sociale e dichiarato inammissibile la detenzione domiciliare. Inoltre, Speziale è stato condannato ad altri sei mesi per avere assistito a un allenamento del Catania mentre era sottoposto a Daspo.  

"La società civile non dimentica la famiglia Raciti - aggiunge la vedova del poliziotto - Mio marito viene ricordato in continuazione. Mi dispiace apprendere di questi striscioni. Purtroppo il mondo del calcio ancora non è sicuro".  

"Ci sono stati dei processi che sono durati sei anni - dice ancora Marisa Raciti - il percorso di giustizia è stato fatto. E' stato chiarito tutto e ognuno si assume le proprie responsabilità". Ma poi aggiunge: "La cosa, comunque, mi lascia indifferente. Dopo quello che è successo sono preparata. Può succedere in qualunque stadio italiano. C'è una parte della società civile che è violenta e va educata. Lo Stato non deve mai abbassare lo sguardo".