Spiagge di lusso, il Codacons non ci sta

Il Twiga di Marina di Pietrasanta (Instagram)

Stabilimenti balneari di "lusso" che incassano milioni di euro ogni anno, ma pagano pochissimo allo Stato per le concessioni demaniali. Una vicenda sulla quale ha voluto fare chiarezza il Codacons (Associazione per la difesa dei diritti dei consumatori) presentando un un esposto alla magistratura contabile e alle Procure della Repubblica territorialmente competenti. Lo scopo? Accertare il danno erariale derivante dai canoni di affitto irrisori delle concessioni balneari, in palese contrasto con le direttive europee e con le sentenze della Corte di Giustizia Ue.


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“E' assolutamente paradossale che l'affitto di un gazebo presso uno stabilimento balneare italiano arrivi a costare all'utente 1.000 euro al giorno, mentre l'esercente per ottenere la concessione balneare paghi allo Stato pochi "spiccioli" all'anno – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Il problema, ovviamente, è politico, perché i governi che si sono succeduti negli ultimi anni non hanno mai applicato la direttive comunitarie, limitandosi a prorogare di volta in volta le concessioni, arrecando un enorme danno economico alle casse dello Stato e, quindi, alla collettività".

L'indagine dell’Associazione presieduta da Rienzi ha stilato anche la classifica dei lidi balneari più cari d'Italia...

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