Spielberg, Meryl Streep e Tom Hanks a difesa della libertà di stampa con "The Post"

Tom Hanks, Meryl Streep e Steven Spielberg a Milano (LaPresse)

L’ultimo thriller politico di Steven Spielberg, “The Post”, in uscita nelle sale italiane il 1° febbraio, è il racconto di come nel 1971 Katharine Graham (Meryl Streep), prima donna alla guida del The Washington Post, e il direttore del giornale, Ben Bradlee (Tom Hanks), pubblicarono i cosiddetti Pentagon Papers, documenti governativi altamente top secret riguardanti la Guerra in Vietnam, che dimostravano le bugie di ben quattro Presidenti degli Stati Uniti.

Alla conferenza stampa di presentazione del film a Milano, le tre leggende del cinema hanno risposto alle domande dei giornalisti senza esitazione.

Spielberg, il regista americano più famoso al mondo, ha dichiarato: “Questo film ha una rilevanza assoluta oggi. Gli organi di stampa rappresentano i guardiani della democrazia. Questo è il modo in cui sono cresciuto, e questa è quella che considero una verità incontrovertibile. La libertà di stampa è sotto attacco oggi. 1971, 2017, il pendolo oscilla e siamo nella stessa situazione.”

Tom Hanks and Meryl Streep in “The Post” (Everett Collection)

L’impatto che “The Post” ha avuto sui media statunitensi è stato quello di un “enorme supporto”, ha spiegato Spielberg. “Oggi la stampa deve combattere contro la disinformazione e l’uso e abuso di termini facili come “fake news”, quando le notizie non piacciono al nostro Presidente”, parlando di Donald Trump.

Il thriller politico è stato apprezzato dalla stampa americana non solo per i temi dell‘importanza della verità e della libertà di stampa, ma per la figura di Katharine Graham, una donna coraggiosa che si è trovata a dover prendere le redini di un giornale come il Washington Post – il padre di lei lo aveva dato in gestione al marito, e solo al momento della sua morte la Graham ha dovuto farsi carico dell’onere – in un ambiente prettamente maschile, e a prendere una decisione molto difficile.

Meryl Streep, alla domanda se il coraggio possa essere appreso: “Non insegniamo abbastanza alle nostre ragazze ad avere coraggio. La Graham non aveva il senso della propria autorità, non pensava di doversi trovare in quella posizione, ma ha deciso e accettato di rischiare tutto per la verità.”

Si è parlato anche del tema dello scandalo Weinstein: “Non so perché solo adesso. Credo che gli esseri umani siano lenti ad imparare, ma non è una battaglia nuova. Per qualche ragione, l’aria è cambiata non solo a Hollywood, ma anche nell’ambiente militare, al Congresso. In ogni luogo di lavoro la situazione sta cambiando. Le donne hanno sempre lottato per questo problema, chi lavora nei ristoranti, negli ospedali, per esempio. Da quando ha toccato Hollywood però le cose sono iniziate a cambiare, le persone si sono sentite più coraggiose. Credo si andrà avanti, sono molto ottimista.”

Spielberg ha concluso: “Io spero che il film sia di ispirazione per donne che non hanno trovato finora la loro voce.”

Katharine Graham e Ben Bradlee, rispettivamente presidente e direttore del Washington Post nel 1971. (AP Photo)
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