Spinaceto, maybe (con Michetti, Meloni, Salvini e Tajani)

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Forse a Salvini qualcuno dovrebbe far sapere che il luogo dove si esibirà nella sua ultima tirata elettorale populista per Roma si chiama anche piazzetta Rossa. Non tanto e non solo per il colore delle mattonelle, délabré. Largo Cannella, questo dice la toponomastica, era un parcheggio. Poi Veltroni lo trasformò in una piazza (in un emiciclo o pretenziosamente anfiteatro, ma andiamoci piano), in un quartiere senza piazza. E, in effetti, non sembra proprio una piazza. Dal luogo si domina la vergogna di Spinaceto, un edificio di due piani pensato come centro commerciale che centro commerciale non è mai stato: prima, negli anni Settanta, ritrovo per tossicodipendenti, poi occupato, ma molto poi, poi recuperato con soldi pubblici (giunta Rutelli) e ora luogo di caf, sindacati, un bocciodromo e una farmacia a testimoniare cosa doveva essere. Per i negozi a Spinaceto hanno aspettato la costruzione di altri orrori, dei palazzi brutti ed enormi costruiti da privati con spazi commerciali al di sotto. Anche se, per chi ci abita, i negozi è come se non fossero mai arrivati.

Insomma, la presa di Roma del centrodestra sarà evocata da largo Cannella, Spinaceto. Tajani, Meloni, Salvini e Michetti, più il candidato per il nono municipio schierati sul malfermo maiolicato della non piazza. Sarà gioco facile dire, guardatevi intorno, noi rivolteremo le periferie romane come un calzino. Troveranno sterpaglie, prima di arrivare cassonetti debordanti, cartacce. In verità ci sono senza soluzione di continuità da qualche decennio. Quel centro commerciale mai nato è la colpa di tutte le forze politiche, nessuno escluso. Ma forse i signori della destra non sanno che Spinaceto è l’ultimo quartiere nato su terreni pubblici, disegnato bene (ma realizzato meno bene) su piano regolatore, insomma l’ultimo esempio di urbanistica non contrattata.

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Largo Cannella-Spinaceto finisce per trasformarsi così per caso nell’agorà della politica. La lunga marcia di Carlo Calenda ha avuto inizio proprio da qui e altri prima di lui hanno onorato la piazza, a partire da Michele Santoro, in corsa poi eletto per il Parlamento europeo che presto lasciò. E, qualche ora dopo i centurioni del centrodestra l’anfiteatro vedrà la conclusione della campagna elettorale di Titti Di Salvo, Pd, in corsa per la guida del Nono municipio (la piazza è stata ripulita, pare, dal suo comitato).

Attenzione, però, a dire periferia degradata. Quando Nanni Moretti, in “Caro Diario”, 1993, arriva con la Vespa a Spinaceto, ricordando, ironicamente, un quartiere inserito nei discorsi per parlarne male, si ricrede: “Spinaceto, pensavo peggio, non è per niente male”. Non è proprio la periferia che potrebbe immaginarsi Matteo Salvini, che si troverà nella piazzetta Rossa e in un quartiere con vie tutte dedicate ai martiri della Resistenza. Ma, questo, la saggia Giorgia Meloni, che abita poco distante, per esempio, lo sa già.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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