Spionaggio, ex consulente Mitrokhin Scaramella: "Poco più di pesce d'aprile ma segnale è forte"

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"Il caso dell’ufficiale di Marina corrotto dai diplomatici russi è poco più di un pesce d'aprile" però rappresenta una "svolta epocale perché in Italia non sono mai state fatte queste operazioni: dimostra una attenzione del governo, della polizia giudiziaria e del servizio interno che da poco ha questa competenza nel controspionaggio, prima affidata al servizio militare. Plauso quindi al secondo reparto della Difesa, all’Aisi, al Ros e alla Procura, ma soprattutto al governo Draghi che sta dando un segnale esplicito". Così all'Adnkronos Mario Scaramella, esperto di intelligence che la Russia la conosce bene: ex consulente della Commissione Mitrokhin, Scaramella provò senza successo a sventare l’omicidio dell'ex agente russo Aleksandr Litvinenko, morto per il polonio-210 nel 2006, e lui stesso venne ricoverato per sospetto avvelenamento della stessa sostanza.

"Con la Mitrokhin abbiamo visto coinvolti in operazioni di spionaggio ufficiali di alto livello, mentre questa, dal punto di vista operativo, è poca roba - spiega Scaramella - Si tratta di personale diplomatico accreditato, e quindi attenzionato, che corrompe un ufficiale di basso livello per informazioni pagate onestamente anche troppo. Informazioni sulle telecomunicazioni militari che la Russia peraltro regolarmente ottiene già dalle industrie del settore tramite hacker e audit sulla qualità...".

Insomma, sottolinea l'esperto, "siamo lontani dalle operazioni speciali, le cosiddette Special activities cui ci hanno abituato i casi Litvinenko, Skripal... In quei casi operano agenti illegali, non registrati, ufficiali della Fsb, dell’Svr, del Gru sotto copertura di imprenditori, giornalisti. Più spesso ancora sono operazioni affidate a mafiosi russi che conoscono il metodo cospirativo ed estorsivo meglio di chiunque. Qui invece siamo ad una propaganda ed una contro-propaganda: Mosca dice 'siete una mia provincia, vi metto al soldo delle mie rappresentanze', il governo, finalmente, replica 'da noi ci sono leggi, giurisdizione e piena sovranità'".

Secondo Scaramella, "l'Italia è stata il paradiso di Kgb e dei servizi russi, perché ha sempre lasciato fare tutto. Per questo neanche operazioni di questo genere, dove non ci sono spie ma burocrati di ambasciata, erano mai state fatte. Questa è una prima volta, un anno zero. Una cosa che solo sotto Draghi si poteva fare, un segnale forte con il quale il premier si colloca in quota atlantica in modo deciso. E' un nuovo equilibrio".

D'altra parte, i russi "hanno un'attività sistematica di ascolto. Il problema dello spionaggio esisteva già 15 anni fa, quando, per dire queste cose, siamo stati tacciati di essere visionari pazzi. Oggi è una cosa che dicono tutti, da Biden a Draghi. Peraltro il numero di agenti russi nei paesi occidentali è molto aumentato. L'Italia ne aveva circa 300 nella prima guerra fredda e ora, nella seconda guerra fredda, quella rete è ancora più organizzata. Con l'operazione fatta però il nostro paese sta dimostrando che le cose stanno cambiando".