Spionaggio, l'ufficiale della Marina non risponde al gip

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Walter Biot, l'ufficiale della Marina Militare arrestato per spionaggio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel corso dell'interrogatorio di convalida e garanzia, non ha risposto alle domande del gip di Roma. "Sono frastornato e disorientato ma pronto a chiarire la mia posizione", ha affermato Biot nel motivare la decisione. 

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L'udienza si è svolta in collegamento da remoto con il carcere di Regina Coeli dove l'ufficiale è detenuto. Biot è stato arrestato in flagranza martedì sera per spionaggio su richiesta della Procura di Roma. 

L'avvocato difensore del militare, Roberto De Vita, ha chiesto al giudice gli arresti domiciliari. La Procura ha ribadito la misura del carcere. Il giudice si è riservato di decidere.

Il capitano di Fregata ha contestato la ricostruzione della vicenda ma "ha chiesto tempo per raccogliere le idee" e quindi potere affrontare l'interrogatorio con gli inquirenti che lo accusano di spionaggio.

"Trovati documenti riservatissimi"

Sono al momento 181 le foto di documenti cartacei classificati trovati nella scheda di memoria sequestrata ieri a Biot. Il dato emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma, Antonella Minunni. L'analisi della memoria ha evidenziato la presenza anche di 9 documenti classificati come "riservatissimi" e 47 di tipo "Nato Secret".

In particolare Biot avrebbe gestito documenti coperti da segreto preordinati alla sicurezza dello Stato, occupandosi tra l'altro della proiezione degli assetti italiani della Difesa in teatri operativi esteri e anche di operazioni Nato, Ue e Onu.

Nell'ordinanza del gip di Roma vengono poi evidenziate le "accurate modalità nell'agire, quali ad esempio l'inserimento della scheda Sd all'interno del bugiardino dei medicinali così come il fatto che dai telefoni in suo possesso non emergono appuntamenti o contatti con l'agente russo". Per il giudice sono "elementi sintomatici dello spessore criminale dell'indagato che non si è posto alcuno scrupolo nel tradire la fiducia dell'istituzione di appartenenza al solo fine di conseguire profitti di natura economica".

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Emergono intanto i nomi dei due funzionari russi espulsi dall'Italia dopo il caso di spionaggio: si tratta di Alexey Nemudrov, addetto navale e aeronautico dell'ambasciata russa a Roma, e Dmitri Ostroukhov, impiegato nello stesso ufficio della sede diplomatica. Lo ha appreso l'agenzia Ansa da fonti autorevoli. 

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