Sport e solidarietà al Medical device challenge

webinfo@adnkronos.com

All'interno dell'oasi naturalistica Dynamo Camp, due giorni di sport e solidarietà oltre le barriere. Protagonisti della seconda edizione di Medical Device Challenge sono stati gli amministratori delegati, manager e lavoratori delle imprese dei dispositivi medici insieme agli atleti della Fispes, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali. La due giorni, organizzata da Confindustria Dispositivi Medici a sostegno delle attività di terapia ricreativa dedicate a bambini e ragazzi con patologie gravi di Dynamo Camp, ha visto gli oltre 150 partecipanti sfidare i propri limiti in quattro sfide diverse (staffetta in carrozzina, corsa bendata, getto del peso, rigori con le stampelle), mettendosi nei panni di persone con disabilità. 

“Quest'anno - spiega Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria Dispositivi Medici - proviamo ad andare oltre la produzione di dispositivi medici per vivere l'esperienza della loro applicazione nello sport e nella vita. Questa due giorni è rivolta verso chi ha avuto una disabilità, per permettergli non solo di vivere una vita normale ma addirittura di tornare a fare una delle cose più belle, che è lo sport. Siamo orgogliosi di essere qua con loro per celebrare ciò che facciamo ogni giorno”. 

Secondo il Presidente Fispes , Sandrino Porru, “Esperienze come queste ci aiutano a vivere meglio insieme. Questo appuntamento non deve essere solo una bella emozione del momento ma deve diventare un punto di partenza per costruire un cammino volto al bene comune. Stare insieme all'interno dello sport vuol dire soprattutto abbattere quelle barriere culturali che non ci permettono di vedere le abilità nella disabilità”. 

“Con eventi di questo tipo – afferma Vito Nigro, direttore di Dynamo Camp – si può andare oltre, arrivando a vere e proprie situazioni in cui l'inclusione è alla base di tutto ciò che si fa. La nostra attività come Dynamo Camp è volta a creare esperienze in cui i 'nostri' ragazzi possano scoprire che una medesima situazione ha più possibilità e qui, molto spesso, arrivano a toccare con mano che scegliere è possibile per tutti”.