Sport integrity, Simone Farina: la passione non ha prezzo

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Milano, 17 mag. (askanews) – Nello sport come nel business sono integrità, correttezza e lealtà i valori che contraddistinguono i veri “campioni”. Valori che vanno coltivati e sostenuti con preparazione e formazione continua a fronte dell’aggressività di quanti vogliono “truccare” la sfida, sia essa sportiva come d’affari.

E’ su queste basi che SKS365 ha scelto di focalizzare sulla Corporate Social Responsability e sulla Sport Integrity una intera sessione del corso Digital & Entrepreneurship in Sports, destinato ad ex sportivi professionisti che puntano ad una carriera da imprenditori nel business digitale.

Tra i tutor del corso anche un testimonial d’eccezione del calcio pulito: Simone Farina. L’ex calciatore del Gubbio, che nel 2011 denunciò un tentativo di combine, vede proprio nella formazione una risorsa indispensabile tanto per lo sportivo quanto per l’impreditore. “Fare formazione soprattutto su questi temi è fondamentale – dice Farina – essere consapevoli, nel caso si venisse approcciati per qualcosa di illecito, dei rischi che si corrono è importantissimo. Durante i corsi e gli incontri mi chiedono sempre dell’esperienza che ho vissuto, di come mi sono sentito in quel momento. E rispondo sempre che è importante conoscere il problema e combatterlo insieme”.

Il corso in Digital & Entrepreneurship in Sports è sviluppato da SKS365 nell’ambito del programma di formazione portato avanti dal proprio brand “Training Program” insieme a LVenture Group.

Tra i moduli formativi anche uno focalizzato sull’HR e la gestione delle risorse all’interno di un’impresa. “L ex sportivo che diventa imprenditore deve sviluppare skill specifiche per la gestione dei conflitti e anche per la gestione delle carriere dei propri dipendenti – spiega Alessia Casonato, Group HR Operations Director di SKS365 – Così come lui si è dato, e continua darsi, un traguardo da superare, deve darlo anche si suoi collaboratori: è una dinamica importante soprattutto nel mondo del digitale nel quale queste persone si troveranno a lavorare per creare le loro start-up”.

Ma essere stati dei bravi atleti e dei campioni vuol dire in automatico esser anche dei bravi imprenditori? “Lo sportivo può sicuramente essere un bravo imprenditore anche perché gli atleti hanno un qualcosa che molte altre persone non hanno: la passione per quello che fanno – dice ancora Casonato – E la passione è la base per poter lavorare bene in qualsiasi campo e soprattutto, visto dalla mia prospettiva, serve anche a coinvolgere i dipendenti e per tenere alto il morale all’interno della propria azienda”.

Passione quindi come pilastro per il successo, ma da difendere e tutelare sia in campo agonistico sia in quello imprenditoriale. “E’ fondamentale proteggere il nostro lavoro, in tutte le maniere – conclude Farina – Anche perché la nostra passione non ha prezzo”.

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