"Sposati o finirai come Sana Cheema"

Morte Sana, pakistani in piazza a Brescia. Foto Stefano Cavicchi/LaPresse

Brutta storia di maltrattamenti in famiglia nei confronti di quattro ragazze pachistane a Brescia. Le quattro giovani, due ancora minorenni, dopo le ennesime percosse, si sono recate al pronto soccorso, dove, grazie anche all'aiuto degli addetti alla rete antiviolenza, hanno raccontato le loro vicissitudini familiari.

La maggiore avrebbe ricevuto forti pressioni dalla famiglia per tornare in patria e sposarsi con un connazionale secondo un matrimonio combinato voluto dagli stessi genitori. Al rifiuto della figlia, il padre, in più occasioni, avrebbe evocato la vicenda di Sana Cheema, uccisa proprio perché aveva rifiutato un matrimonio combinato.

Dopo aver collocato le ragazze in una struttura protetta, sono state immediatamente avviate da parte della sezione specializzata della squadra mobile le indagini che hanno permesso di ricostruire e riscontrare le reiterate violenze subite nel tempo dalle vittime, che già in precedenza si erano più volte recate in ospedale per le lesioni subite, ma le avevano addebitate a incidenti domestici.

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La polizia di Brescia ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip di Brescia nei confronti dei genitori e del fratello maggiore delle ragazze.

A carico di tutti gli indagati, che sono accusati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e induzione al matrimonio, è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle vittime e per i genitori anche quella della sospensione della responsabilità genitoriale.

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