Spreco alimentare: come i surgelati possono combatterlo

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Milano, 4 feb. (askanews) - La Giornata nazionale contro lo spreco alimentare è una occasione, in più, per riflettere su quanto cibo finisce nella spazzatura nelle nostre case e su come si può arginare questo fenomeno. I numeri nel nostro Paese sono impressionanti: ogni anno buttiamo 1,7 milioni di tonnellate del cibo che compriamo, con uno spreco dei cibi a breve scadenza che tocca il 63%. Lo facciamo soprattutto a cena con verdure (19,4 grammi pro-capite al giorno, pari a 7,1 chili all'anno), latte e latticini (13,16 grammi al giorno a testa, 4,8 chili l'anno), frutta (12,24 grammi/giorno a testa, 4,5 chili l'anno) e prodotti da forno (8,8 grammi/giorno, 3,2 chili l'anno).

Di fronte a questo quadro disarmante ci sono soluzioni che possono aiutare a ridurre gli sprechi tra le mura domestiche. Una di queste è il ricorso ai cibi surgelati che rappresentano solo il 2,5% di quell'1,7 milioni di tonnellate di cibo buttato (in tutto sono 42.500 tonnellate). Secondo uno studio della Sheffield Hallam University il consumo domestico di surgelati, rispetto agli analoghi prodotti consumati freschi, potrebbe contribuire ad abbattere lo spreco in casa del 47%. I prodotti frozen infatti consentono, oltre a una disponibilità dei prodotti lungo tutto l'anno, l'utilizzo delle quantità realmente necessarie dei cibi, oltre una lunga durata di conservazione del cibo, a una riduzione dei consumi di acqua nelle case e un minor spreco di risorse energetiche per la cottura dei cibi. Gli italiani, che a livello europeo non sono tra i maggiori consumatori di prodotti surgelati, nel 2018 ne hanno acquistati 839mila tonnellate (l'Inghilterra per contestualizzare il dato due milioni e duecentomila tonnellate) con i vegetali (oltre 398mila tonnellate pari al 47,5%) che restano tra i prodotti frozen preferiti.