Spunta la frase urlata al 112 da una delle vittime del 47enne che ha massacrato i genitori

I carabinieri indagano sul duplice tentato omicidio
I carabinieri indagano sul duplice tentato omicidio

Nella terribile vicenda di Giuseppe Picci e Maria Giovanna Drago, i coniugi aggrediti a Sassari, spunta la concitata telefonata fatta al 112 mentre loro figlio, il 47enne Alberto, li stava massacrando: “Aiuto, nostro figlio ci sta ammazzando, fate presto!”. E loro figlio li stava davvero ammazzando, a giudicare da dinamiche ricostruite ed esito del fatto di sangue che si è verificato nel cuore della notte in un’abitazione della Sardegna, a Santa Maria Coghinas, in provincia di Sassari.

“Aiuto, nostro figlio ci sta ammazzando!”

La registrazione della telefonata con cui la signora Drago invocava l’aiuto dei Carabinieri è di fatto parte dell’indagine aperte su quel tentato duplice omicidio per certi versi ancora inspiegabile. Senza alcun motivo apparente Alberto Picci aveva iniziato a colpire padre e madre con con una fiocina da sub ed un coltello a serramanico intorno alle 4.30 della notte tra martedì 26 e mercoledì 27 aprile scorsi. I due coniugi erano stati salvati dall’arrivo dei militari, soccorsi e trasportati in ospedale, dove tuttora le loro condizioni sono definite gravi.

Nessun elemento per spiegare quel crimine

Dalle prime ricostruzioni parrebbe che l’aggressore si sia svegliato e, in stato confusionale, avrebbe aggredito i genitori. Dopo il fermo Alberto non aveva fornito elementi per motivare quel gesto ma il suo silenzio almeno per il momento non sembra che sfocerà in consulenze medico legali sulle sue condizioni psicologiche. I carabinieri attendono che a far luce possa essere uno dei genitori ma dopo un miglioramento delle condizioni in cui versano presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

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