Squid Game è una cagata pazzesca. Fantozzi, dove sei?

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Hp (Photo: Hp)
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Dov’è? Dov’è andato a finire un eroico Fantozzi che dica dell’opera celebrata, idolatrata, super-lodata che è “una cagata pazzesca”? Ora che la febbre per la serie coreana “Squid Game” pare placarsi e si smorza il giubilo per l’opera d’arte che ci racconta che nel mondo esiste addirittura la miseria, l’ingiustizia e pure i debiti, ora ci si può finalmente chiedere: ma che c’hanno trovato di così entusiasmante in questo horror di quart’ordine, in questo campionario splatter di luoghi comuni, in questo fumettone che trasferisce in corpi umani i cartoni di conio orientale che non voleva vedere mia figlia quando era piccola, tanto da gridare incantati al capolavoro?

Una serie davvero brutta, dopo una puntata (ops, un episodio) sai già che un potere misterioso e occulto, coadiuvato da aguzzini in perfetta uniforme della convenzione iconografica fantascientifica, maltratterà con riti cruenti e sadici dei poveri diavoli che correranno pericoli mortali pur di saldare il debito che li strozza. Resta da immaginare quante saranno le angherie, le trovate dei malvagi, gli scherzi crudeli del potere occulto. E’ il trionfo kitsch del complottismo, la fantasia su una centrale dedita alla ferocia più inaudita già magistralmente fatta a pezzi dalla parodia di James Bond che si fa gioco della sordida Spectre.

Una sequenza di banalità che coglie il duplice bersaglio del pubblico popolare e del pubblico più sofisticato. Ma perché? Come è potuto accadere? Davvero ci accontentiamo di così poco? E attenti a far giocare i bambini a “un due tre stella”. Sembrava innocenza ed era l’antefatto di Squid Game. Fantozzi, dove sei?

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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