Sri Lanka, il paese non aspetta più le dimissioni del presidente

Crisi in Sri Lanka. Se non fosse una cosa dannatamente seria ci sarebbe da sorridere. Da mesi, i 22 milioni di abitanti di quest'isola dell'Asia meridionale soffrono di carenza di cibo, di elettricità, benzina e medicine.

La crisi è acuita dalla pandemia di Covid-19, dagli attacchi islamisti di Pasqua 2019 e dall'inflazione galoppante, stimata al 55% nel solo mese di giugno. Sotto pressione, il presidente Gotabaya Rajapaksa ha deciso di fuggire alle Maldive lasciando il suo palazzo a Colombo sabato 9 luglio poco prima dell'assalto dei manifestanti esasperati. Il capo dello Stato aveva promesso di dimettersi mercoledì 13 luglio, ma in pochi gli hanno creduto.

I cittadini che sono entrati nel palazzo hanno scoperto lussi e privilegi vietati ai comuni mortali ed alcuni ne hanno approfittato. Visto che il presidente era scappato la rabbia si è riversata sul premier Ranil, non più colpevole di altri della situazione.

Per fermare le proteste l'esercito è sceso in strada, il presidente adesso è a Singapore e si attende ancora la rinuncia. Intanto la crisi continua a mordere, le autorità hanno dichiarato il coprifuoco e lo stato d'emergenza,,

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