Stadio Roma, Grancio (Misto): ho vauto ragione a non abbassare testa

Cro/Mpd

Roma, 19 lug. (askanews) - "Mi auguro che il rinvio a giudizio sia l'ultimo atto di un progetto concepito, fin dall'inizio, non per rispondere alle legittime esigenze dello sport cittadino, ma per fronteggiare la voragine di debiti di qualche imprenditore spericolato con un'operazione speculativa sui terreni, una localizzazione improponibile che avrebbe scaricato costi pesanti sull'amministrazione pubblica. Dello stadio di Tor di Valle si discuterà nella sede forse più idonea, a piazzale Clodio. L'Amministrazione capitolina abbia ora il buon senso di mettere fine a questo procedimento e di aprire una fase nuova, anche nell'interesse dell'A.S. Roma. La decisione odierna è la conferma che ho avuto ragione a non abbassare la testa, ma oggi non c'è alcuna soddisfazione personale, solo amarezza per lo stato in cui è stata ridotta l'urbanistica della Capitale. E la vicenda giudiziaria non è finita qui, visto il rilievo politico di coloro che attendono ancora l'esito del rinvio a giudizio."

E' quanto dichiara Cristina Grancio, capogruppo del Misto in Assemblea capitolina e vicepresidente della Commissione Urbanistica, espulsa da M5S per il suo dissenso sullo stadio di Tor di Valle, appresa la notizia del rinvio a giudizio dei principali imputati per associazione a delinquere, corruzione e finanziamento illecito.