Stadio Roma, Pm chiede archiviazione per ad Acea Donnarumma

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Roma, 13 feb. (askanews) - Gli inquirenti della Procura di Roma hanno chiesto l'archiviazione delle accuse per l'amministratore delegato di Acea, Stefano Donnarumma, tirato in causa per una delle tranche dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Nei confronti del manager l'accusa era di corruzione legata a due sponsorizzazioni erogate in favore del presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito, tramite il suo braccio destro Camillo Mezzacapo, da 25mila euro ciascuna, che Acea fece per dei concerti di Natale nel 2017 e 2018 e che si tennero presso l'auditorium di via della Conciliazione.

In un passo della richiesta dei pubblici ministeri si spiega: "Donnarumma è stato iscritto per il reato di corruzione perché si riteneva che avesse sollecitato la società Acea al conferimento di incarichi di consulenza legale allo studio Mezzacapo per compensare De Vito per il contributo dato alla sua nomina, quale amministratore delegato della società". Secondo i pm "benché emerga chiaramente dalle conversazioni intercettate come questa fosse l'aspettativa, ed anche la pretesa, di Mezzacapo e di Gianluca Bardelli, tuttavia le indagini non hanno consentito di raccogliere gli elementi utili a sostenere che pari fosse l'intento di Donnarumma, il quale invece sembra aver agito, al di fuori di qualsivoglia accordo illecito, secondo la prassi seguita con riferimento anche ad altri professionisti".

E si aggiunge: "La posizione poi di Donnarumma in relazione all'erogazione di somme di denaro sotto forma di adesione a contratti di sponsorizzazione stipulata da Acea su sollecitazione di De Vito non ha trovato conferma nelle indagini che hanno rivelato come la decisione di stipulare i contratti in questione sia stata in realtà assunta da Luca Lanzalone", spiegano i pm.