Stadio Roma, Regione Lazio: "Nessun accordo con Campidoglio"

webinfo@adnkronos.com
·5 minuto per la lettura

“In merito alle affermazioni del sindaco Raggi sulla variante urbanistica relativa al progetto dello Stadio della Roma, si precisa che la Regione Lazio, come da corrispondenza fra gli Uffici di Roma Capitale e le strutture regionali competenti datata 5 agosto 2020, ha sottolineato come non sussistessero ancora le condizioni per arrivare ad un accordo che potesse essere votato dalla giunta regionale e che ci fosse la necessità di approfondimenti tecnici da elaborare in sede congiunta. Alla richiesta di agosto della Regione non è mai seguita una risposta ufficiale da parte di Roma Capitale”. Lo rende noto la Regione Lazio dopo che questa mattina la sindaca di Roma Virginia Raggi, rispondendo ad una domanda sugli accordi con città metropolitana e Regione propedeutici al voto d'aula sullo Stadio della Roma, ha detto che "in città metropolitana gli atti sono pronti e li firmerò a breve. Diversamente per quanto riguarda la Regione il progetto e le modifiche sono state interamente concordate e quindi attendiamo la firma da parte della Regione''.

In una conferenza stampo in Campidoglio, trasmessa in streaming, Raggi e l'assessore allo Sport Daniele Frongia hanno presentato il piano di conservazione dello Stadio Flaminio, l’opera di Pier Luigi e Antonio Nervi realizzata assieme al Palazzetto, al Palazzo dello Sport e al Viadotto di Corso Francia per le Olimpiadi del ’60. ''Quando ci siamo seduti a governare abbiamo ripreso l'idea di recuperarlo e abbiamo lasciato fuori le voci di chi ci diceva che sarebbe stato impossibile. Dopo anni siamo riusciti ad avere questo piano di conservazione. Grazie per la tenacia e aver creduto in quello che all'epoca era un sogno. Ci prendevano per pazzi, invece avete dimostrato che è possibile'', ha detto Raggi, ringraziando Francesco Romeo, capo del progetto di ricerca e professore del Dipartimento Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza università di Roma. ''Grazie a strumenti e tecniche moderne, ci avete dimostrato che la rigenerazione urbana non è per forza quella che distrugge e ricostruisce ma può essere conservativa con un certo grado di flessibilità. E' stata una sfida contro tutti, e questa sfida l'abbiamo vinta. Per porre le basi Abbiamo lavorato affinché non solo lo Stadio ma tutta la zona dell’area Flaminio-Villaggio Olimpico possa vedere una rigenerazione urbana in termini di offerta di servizi sportivi, culturali, ricreativi, per favorirne il rilancio e la piena fruibilità da parte della cittadinanza''.

Curato dalla Sapienza Università di Roma e finanziato dalla Getty Foundation, si tratta di un piano diviso in sei capitoli e 600 pagine che attraverso uno studio storico, architettonico e ingegneristico della struttura, si pone come uno strumento per la riqualificazione dello Stadio Flaminio, finito per anni nel degrado. ''Una gloriosa storia quella del Flaminio che ha a che fare con l'architettura, lo sport e anche la musica - ha detto Frongia - Nel 2011 è stato chiuso. Appena insediati lo Stadio Flaminio ha rappresentato da subito una priorità per la nostra Amministrazione. L’impianto si trovava in un grave stato di abbandono, abbiamo cercato di dirimere le questioni amministrative in sospeso, i diversi contenziosi in atto, e, successivamente, abbiamo effettuato diverse bonifiche oltre alla messa in sicurezza della struttura con un impianto di sorveglianza attiva per evitarne ulteriori atti di vandalismo. Abbiamo valutato molti progetti sia pubblici che privati. Alcuni li abbiamo scartati da subito, come quelli che riguardavano la demolizione e la costruzione di parcheggi. Non ci siamo mai fermati. Attualmente, grazie anche al Piano di Conservazione, siamo ottimisti: stiamo vagliando diverse proposte di partenariato e ci aspettiamo di portare ben presto a nuova vita il capolavoro di Nervi”.

Parla di ''conservazione flessibile'', il professor Romeo. ''Bisogna operare per la tutela pur ammettendo funzione nuove. Lo Stadio Flaminio, felicemente collocato in un contesto urbano di grande pregio, vanta un’ispirata qualità architettonica e costruttiva e riveste un ruolo storico-sociale unico per la città di Roma e per la nazione”, spiega Francesco Romeo, a capo del progetto di ricerca. “Consapevoli della diversa natura di tali peculiarità, abbiamo declinato il piano di conservazione secondo un approccio multidisciplinare volto a riconoscere e proteggere il sistema di valori culturali, oggi minacciati, di cui il Flaminio è espressione”.

"Lo Stadio Flaminio è un alto esempio della maestria ingegneristica con la quale Pier Luigi Nervi modellava il calcestruzzo gettato in opera, e Getty è lieta di aver supportato il suo piano di conservazione, attraverso la nostra iniziativa Keeping It Modern", afferma Antoine Wilmering, senior officer del programma presso la Getty Foundation. "Questo piano è parte di una serie di studi che la Getty ha finanziato per preservare importanti edifici del XX secolo in tutto il mondo, opere che riflettono la convinzione condivisa dell'umanità nel progresso e nell'innovazione''.

Il Piano di Conservazione è accompagnato da un modello HBIM (Heritage Building Information Modeling), uno strumento operativo che documenta lo stato di fatto e la storia degli interventi subiti nel tempo dalla struttura, prezioso sia come supporto agli interventi di restauro che per la gestione del programma di manutenzione dello stadio.

“Uno dei motivi, se non il principale, dell'attuale stato dello Stadio Flaminio, così come di altri edifici italiani di Pier Luigi Nervi (es. Palazzo del Lavoro e il Salone delle Esposizioni di Torino), è la mancanza di procedure esemplari per guidare i progetti di restauro, riuso e soprattutto manutenzione del patrimonio architettonico moderno in Italia”, commenta Marco Nervi - nipote di Pier Luigi e presidente della associazione Pier Luigi Nervi Project – “con il piano di conservazione per lo Stadio Flaminio e la realizzazione del suo Heritage BIM abbiamo voluto portare un contributo al rispetto e alla valorizzazione dell’architettura del Novecento nel nostro paese”.