Staffetta alpina omaggia l’inventore degli Alpini a Cassano d’Adda

Image from askanews web site
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Roma, 19 giu. (askanews) - La Staffetta Ventimiglia-Trieste è un evento di spessore simbolico che si svolgerà dal 6 giugno al 2 luglio. Le 23 tappe porteranno la fiaccola della tradizione a coprire l'intero Arco alpino (con una propaggine sugli Appennini abruzzesi), affidandola a centinaia di alpini delle due brigate Taurinense e Julia in collaborazione con le Sezioni Ana dei territori lungo il percorso.

Oggi la tappa, la prima in Lombardia, è partita da Cassano D'Adda, luogo fortemente simbolico per gli Alpini, visto che qui nacque nel 1839 il generale Giuseppe Domenico Perrucchetti, considerato il "padre" delle penne nere. Da giovane capitano scrisse infatti un originale trattato circa la difesa dei confini alpini, in cui si proponeva di affidare il presidio delle cime a uomini reclutati sul posto, nati e cresciuti nelle stesse valli che sarebbero stati chiamati a difendere. Lo studio incontrò il favore del generale piemontese Cesare Ricotti Magnani, ministro della guerra e tra i fondatori del Club Alpino Italiano, il quale diede impulso alla costituzione delle prime quindici compagnie alpine, sancita dal decreto firmato da Re Vittorio Emanuele II a Napoli il 15 ottobre del 1872.

Stamattina a Cassano una grande folla ha riempito la piazza intitolata a Domenico Perrucchetti, dove si è tenuta una cerimonia per ricordare la figura dell'ufficiale e per lanciare l'inizio della tappa che si è diretta verso Varese, Calco (Lecco) e infine Como. I corridori della brigata alpina Taurinense dell'Esercito, insieme a quelli dell'Associazione Nazionale Alpini, hanno acceso la fiaccola della tradizione con il sottofondo musicale della Fanfara della Taurinense, che poco prima aveva accompagnato la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti all'interno del cimitero dove riposano le spoglie dell'ideatore del Corpo che compie quest'anno 150 anni di storia al servizio del Paese, sempre in prima linea nelle campagne militari e nei soccorsi alle popolazioni colpite da calamità naturali. Le Truppe alpine dell'Esercito contano oggi su due brigate (la Taurinense e la Julia) e sul centro addestramento alpino di Aosta. Attualmente un'unità alpina è schierata in Lettonia con la Nato, nel solco di una lunga tradizione di impieghi lontano dai confini nazionali iniziata nel 1896 ad Adua, quando gli alpini ebbero il loro battesimo del fuoco e guadagnarono le prime medaglie d'oro al valor militare.

Il Corpo ideato da Perrucchetti fu contraddistinto subito dal cappello con la penna, anche se di foggia diversa da quello in uso attualmente, introdotto all'inizio del '900 quando il Regio Esercito adottò le uniformi grigio-verdi su iniziativa di Luigi Brioschi, presidente della sezione milanese del Club Alpino Italiano. Brioschi, nato a Milano nel 1853, dopo aver soggiornato a lungo negli Stati Uniti, era tornato in Italia nel 1904 e propose l'idea di un'uniforme meno appariscente di quelle allora in uso, meno suscettibile di essere colpita dal fuoco nemico. In collaborazione col battaglione alpino Morbegno Brioschi sostenne una sperimentazione che portò alla fine a nuove uniformi e - per gli alpini - all'inconfondibile cappello di oggi, più morbido e comodo.

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