“Stage and Race”, Ettore Bassi tra palcoscenico e corse in pista

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Roma, 17 nov. (askanews) – La recitazione e le corse, il palcoscenico e la pista. Sembrano due mondi molto diversi ma per Ettore Bassi sono due grandi passioni. L’attore le racconta e si fa vedere per la prima volta in una doppia veste nel ducufilm “Stage and Race” (produzione originale Rakuten Tv) in onda in esclusiva e gratuitamente su Rakuten Tv il 22 novembre. E spiega come dal suo punto di vista in un certo senso si assomiglino, almeno nell’attitudine che richiedono.

“Ci vuole una bella dose di attenzione, di concentrazione, preparazione fisica e mentale, attenzione ai particolari, rilassatezza nell’atto della performance, trovarsi sulla linea di partenza o davanti a un sipario che si sta per aprire ti impone di dover andare per forza dall’altra parte senza fermarsi o commettere errori”.

L’idea è nata mentre lavorava allo spettacolo “Il mercante di luce”, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Vecchioni, cantautore cha ama da sempre, e allo stesso tempo si preparava per la gara automobilistica Fasano-Selva nel suo posto del cuore, dove è cresciuto in Puglia. Il documentario parla anche del rapporto dell’attore con il padre, scomparso 10 anni fa, legato a entrambe queste cose, Vecchioni e le corse, era un pilota.

“Mi è sembrata un po’ come una celebrazione di queste due cose da mettere insieme un po’ sotto la sua egida, la sua presenza”. “È un racconto intimo che passa dall’idea di voler celebrare il nostro rapporto attraverso la comunione di qualcosa che ci ha legati e al di là degli attriti e delle difficoltà che ci sono poi nei rapporti genitori-figli”.

E Vecchioni si è concesso nel docufilm con un piccolo omaggio. “È stato un dono, un regalo vero, forse è arrivato perché doveva arrivare”.

“Stage and Race” svela un Ettore Bassi pilota sconosciuto, anche se poi tutto torna al suo amore per la recitazione. “In una delle mie prime gare sulla linea di partenza mi ritrovai quasi istintivamente a fare una pratica di simil meditazione-rilassamento che usavo a teatro, allora mi sono reso conto che era una situazione simile e forse anche da lì è nato questo pensiero di poterli accomunare un giorno in un racconto”.