Stampa romana: aprire confronto Fnsi-Fieg-governo su crisi editoria

Pol/Gal

Roma, 31 ott. (askanews) - Il Direttivo e la Consulta dei Cdr dell'Associazione Stampa Romana "chiedono l'apertura immediata di un confronto tra Fnsi, editori e governo per risolvere le crisi aziendali in atto e rilanciare il settore, provato da anni di tagli che hanno gravemente penalizzato il pluralismo e la qualità dell'informazione, ridotto drasticamente l'occupazione". E' quanto si legge in una nota.

"Le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Andrea Martella, nella sua recente audizione parlamentare, sono un segnale positivo: il riordino del settore con una legge di sistema puntando su investimenti e innovazione, nuove risorse, in arrivo anche dalla tassa sui giganti del web, nuove regole per le agenzie di stampa con il superamento del sistema dei bandi, un argine al fenomeno di querele temerarie e richieste di risarcimento intimidatorie, il superamento dei contratti co.co co, prospettati da Martella, sono da sempre tra le richieste del sindacato dei giornalisti. È necessaria un'inversione di tendenza - segnala il sindacato -. A cominciare dalla gestione delle crisi aziendali. Il ricorso sistematico a strumenti come i prepensionamenti, cui non sono corrisposte equivalenti assunzioni, ha dissestato i conti dell'Inpgi, ente di previdenza dei giornalisti, che va invece salvaguardato, creato sacche di precariato e di occupazione irregolare, ridotto l'occupazione. Non c'è altra strada che la tutela e la valorizzazione del lavoro giornalistico per rilanciare l'informazione, cardine della dinamica democratica. Per questo occorrono investimenti mirati e bisogna richiamare alle proprie responsabilità gli editori, destinatari di risorse pubbliche, che devono puntare su progetti concreti. Vicende senza precedenti come lo scontro familiare tra gli azionisti di maggioranza del gruppo Gedi, gli incomprensibili trasferimenti da Roma a Milano a News Mediaset, i pesanti tagli occupazionali annunciati da Askanews e dalla Poligrafici editoriale, senza alcun confronto per cercare un rilancio, fotografano invece una realtà di editori confusi e senza altra prospettiva che il ridimensionamento da gestire, meglio se con l'aiuto dello Stato, a scapito dell'occupazione, delle retribuzioni dei giornalisti, della qualità e completezza dell'informazione, del diritto dei cittadini a essere informati. Si parta proprio dalle risposte da dare a queste crisi, salvaguardando occupazione e prodotti editoriali, per invertire la rotta".