Start up e cosmetica, Skinlabo primo digital brand italiano

Start up e cosmetica, Skinlabo primo digital brand italiano

Roma, 11 nov. (askanews) – Angelo Muratore, co-founder e amministratore delegato di Skinlabo, presenta ad askanews il primo digital brand italiano della cosmetica.

“E’ la prima start up nel mondo della cosmetica – spiega Muratore – che ha capito come ci fosse uno spazio rilevante, da aggredire, di quello che è un trend in fortissima crescita in tutto il mondo che è quello degli acquisti della cosmetica online. Ad esempio in Europa, e nel nostro paese, la cosmetica nei punti di vendita fisici, farmacie, profumerie e grande distribuzione viaggia da -1 a + 1, abbastanza piatta. Mentre la cosmetica online viaggia dal +10 al +30 per cento, dipendendo dai mercati, anno su anno. All’interno di questa propensione all’acquisto di cosmetica online noi siamo una novità perchè siamo digital native, dal punto di vista della distribuzione e della comunicazione, e siamo direct consumer, cioè vendiamo online attraverso il nostro sito skinlabo.com. Questa unione di elementi fa sì che siamo in grado di fornire un prodotto di alta qualità ad un prezzo estremamente accessibile”.

“Noi usiamo Facebook, Instagram, e altre piattaforme social per andare a raggiungere il nostro cliente. Che poi si avvicina a noi con il primo acquisto. Dopo Skinlabo è capace di farlo riacquistare nel tempo”.

Su che tipologia di prodotti punta Skinlabo?

“Siamo fondamentalmente, in questa fase, skin care, e ci rivolgiamo a una donna dai 30 ai 60 anni. Siamo partiti con prodotti anti age e abbiamo circa una quarantina di referenze, tutte green tech, quindi tutto molto etico. Il trend del mercato è infatti tutto sul naturale, sul sostenibile. Un prodotto realizzato con principi attivi di altissimo livello e ingredienti naturali, tutto nel nostro paese. Ma la parte interessante della rivoluzione che Skinlabo sta compiendo è quella digitale, stiamo rivoluzionando la cosmetica così come i marchi del fast fashion hanno rivoluzionato la moda. E’ lo stesso concetto, perchè difficilmente i marchi grandi possono portare un alto prodotto di qualità ad un prezzo estremamente conveniente”.

“Un dato: negli Usa ogni 100 dollari spesi nel canale tradizionale per prodotti cosmetici vede l’85 per cento dedicato a marchi tradizionali e il 15% a marchi indipendenti e nuovi. Online la cosa si ribalta completamente e questo significa che il consumatore preferisce marchi indipendenti che hanno una natura anche digitale piuttosto che marchi superconosciuti”.

“Un fatto importante che è caratteristico dei digital native brand è questo rapporto di filiera corta dalla produzione alla vendita al cliente finale che ci consente di avere un rapporto diretto con il nostro cliente, di avere il dato trattabile a fini di vendita e marketing ma soprattutto di avere un time to market di 60/70 giorni lavorativi. Abbiamo un reparto di beauty consultant che sentono almeno 500 persone al giorno tra Italia e Spagna. Queste informazioni sono la base per capire cosa piace e cosa desidera una donna rispetto alla cosmetica. Insieme ad un’analisi puntuale fatta tutti i giorni da un nostro strategic analist su quello che viene comprato online e su quello che fanno i concorrenti e sulla base di ricerce di mercato, noi costruiamo il prodotto ideale della nostra consumatrice”.