Startup: da blockchain al recruitment, le idee in gara a Digithon

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Applicare la tecnologia blockchain al made in Italy. O lanciare un modo innovativo di fare recruitment di personale. Sono solo alcune delle idee presentate a Digithon, la maratona delle idee digitali fondata da Francesco Boccia e in corso in questi giorni a Bisceglie in Puglia. “Ci occupiamo di made in Italy in blockchain. Quello che facciamo è cercare di entrare nelle piccole e medie imprese del made in Italy e portare questa tecnologia molto innovativa sui loro prodotti”, spiegano Ismaele Marzano e Marco D'Angelo, rispettivamente Ceo e Cmo di Project Mii.  

“Questo significa -continuano- dare la possibilità alle piccole aziende di dare più valori ai loro prodotti certificandoli in blockchain, rendendo quindi il prodotto unico e verificabile in tutte le sue fasi o solo in alcune delle sue componenti, per valorizzare il prodotto made in Italy e difenderlo non solo sul territorio nazionale, ma anche all'estero”.  

“L'idea -spiegano i due startupper- nasce da una nottata insieme mentre cercavamo di capire come poter valorizzare dei prodotti all'interno di un ristorante. Abbiamo scoperto la blokchain, ci siamo innamorati, abbiamo preso anche uno sviluppatore e da due anni stiamo lavorando a questo progetto. Da DigithOn ci aspettiamo di poter parlare con gli investitori, far conoscere il nostro progetto, perché anche se di base a Parma siamo tutti pugliesi e poterlo espandere a partire dalla nostra regione”, concludono.  

Ma Digithon non è solo blockchain. “Abbiamo un'idea che ci permette di estrarre i carotenoidi dai batteri, quindi una risorsa totalmente innovativa”, spiegano dalla startup Bacfarm Giulia Guadalupi, ceo-cto e co-founder, Samuele Gaviano, coo-cofounder, e Davide Emilio Lobina, cbo-cofounder.  

“L'idea -continuano- è nata da un laboratorio di ricerca di fotobiologia vegetale e dai ricercatori che hanno ideato i brevetti che utilizzano. Estraiamo carotenoidi antiossidanti che possono essere utilizzati in ambito cosmetico, neutraceutico, mangimistico e ancora nella medicina e biotecnoloigia. Noi andiamo a produrre questi carotenoidi. L'investimento che chiediamo servirà per ampliare il laboratorio. Da DigithOn ci aspettiamo di fare network di farci conoscere e di fare esperienza”, concludono.  

E anche i temi del lavoro e della ricerca del personale sono al centro della maratona digitale. “Pingme -spiega Giulio Mallardi, ceo dell’omonima startup- è un modo rivoluzionario di fare recruitment di personale. Vogliamo inserire all'interno dei processi tradizionali l'intelligenza artificiale per supportare i recruiter nel trovare i candidati ideali nel più breve tempo possibile e fornire a questi candidati un feedback su quello che è stato l'esito del colloquio, perché spesso i recruiter sono oberati e non sono in grado di dare a tutti quanti una soddisfazione, un feedback motivo di crescita e miglioramento. Da DigithOn ci aspettiamo di conoscere potenziali partner e investitori”, conclude.